I giorni della vita sono segnati. Prepariamoci ad una buona morte


I giorni della vita sono segnati: la mano di Dio ci fa nascere e ci recide dalla terra dei viventi. Poi l’anima si presenta alle soglie dell’aldilà per il giudizio.



Ezechia, re di Gerusalemme al tempo del profeta Isaia, si ammalò e prossimo a morire, pregò intensamente e pianse molto, desiderando vivere ancora. E Dio lo ascoltò.

Quando uno è malato, chiede sempre la salute: a volte Dio la concede e muta la sua sorte; a volte no. Di sicuro Egli lo fa per il maggior bene di quell’anima, che vuole eternamente salva.



La salvezza non è restare nel mondo del peccato, ma entrare nel Cielo. Questa è una verità che neanche i cristiani ammettono volentieri, essendo attaccati come tutti ai beni della terra.

Non si preparano ad una buona morte, disponendo bene le proprie cose e uniformandosi alla divina volontà. Se le cose si mettono male, si fanno sedare: “L’importante è non soffrire”, dicono. Anche se poi andranno all’Inferno, dove il pianto sarà eterno.



La misericordia verso il prossimo è l’offerta a Dio più gradita. Chi ne manca, non può piacere a Dio, anche se va in chiesa regolarmente.

Il vero culto è sostanziato dall’amore del fedele e non solo dal rito. È uno scandalo vedere uscire dalla chiesa la domenica, cristiani con la faccia triste e il cuore indurito: ma si sono davvero incontrati con Dio?



 

Padre Giuseppe Tagliareni


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