Omofobia, “vogliono tappare la bocca a chi la pensa diversamente su matrimonio, figli, sessualità, adozioni…”


Approfittando dell’emergenza Covid-19 e della conseguente crisi economica, la Commissione Giustizia della Camera sta esaminando 5 diversi proposte di legge (107-Boldrini, 569-Zan, 868-Scalfarotto, 2171-Perantoni, 2255-Bartolozzi), che limitano fortemente la libertà di espressione, senza che la maggior parte dei media ne diano adeguata informazione.

Il 30 giugno 2020, dopo varie riunioni della Commissione, il relatore On. Zan ha presentato un testo base unificato che potrebbe essere portato in aula entro fine luglio, per poi passare al Senato.



Si tratta di una legge che modifica gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, prevedendo nuovi reati di opinione con pene che vanno da 1 anno e 6 mesi di galera, fino a un massimo di 6 anni, per chi dissenta dal pensiero unico in materia di matrimonio gay, adozioni gay, utero in affitto e indottrinamento gender nelle scuole; per un reato – quello di omofobia e di transfobia –, che lascia un’ampia discrezionalità applicativa, né più né meno dell’art. 58 del codice penale sovietico, che poteva punire chiunque per cosiddetta “attività controrivoluzionaria”.

Questa proposta di legge prevede inoltre la rieducazione del condannato mediante lavoro gratuito presso le associazioni LGBT, come nei Laogai cinesi, e stanzia 4 milioni di Euro per la propaganda LGBT nelle scuole e nelle amministrazioni pubbliche: uno sperpero assurdo e improponibile in un periodo di grave crisi economica.



Si tratta evidentemente di una legge ideologica, contro la quale i deputati della Lega e di Fratelli d’Italia stanno conducendo una strenua battaglia, in difesa della libertà di espressione, sancita dall’art.21 della Costituzione.

“Nessuno vuole assolvere chi commette violenze su chicchessia, ma per questo basta il codice penale esistente, mentre il pdl Zan vuole tappare la bocca a chi la pensa diversamente su matrimonio, figli, educazione sessuale, adozioni, eccetera. Cosa potrebbe accadere se questa legge venisse approvata? Ad essere esposti sarebbero tutti: giornalisti, educatori, attivisti pro family, ma anche genitori: poniamo il caso di un papà che protesta col preside della scuola di suo figlio per una iniziativa scolastica di chiaro stampo omosessualista. Ebbene, potrebbe essere denunciato dal dirigente scolastico e condannato per omofobia; e suo figlio potrebbe essere sottratto alla famiglia dichiarata “omofoba”: Bibbiano si ripete”, hanno dichiarato dalla Lega Salvini Premier.

Basandosi su queste riflessioni curate dal gruppo consiliare della Lega di Verona, molti eletti e moltissimi militanti della Lega scaligera sono scesi in piazza in occasione dei flash-mob organizzati, con l’hashtag #restiamoliberi, per dire un forte “No alle leggi bavaglio”. In particolare durante il flash mob tenutosi a Verona  l’11 luglio in Piazza dei Signori e il 16 luglio a Roma davanti al Parlamento.

 



(Nella foto Alberto Zelger, Consigliere Comunale di Verona)


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