“Dopo la grande purificazione il sospirato Regno di Dio”


18.07.2020 Il regno d’Israele con capitale Samaria, finì nel 721 a. C. per opera degli Assiri.

Il profeta Michea riporta il giudizio divino: ciò avviene per i loro peccati d’idolatria e d’ingiustizia.

I capi avidi di case e di campi, tramano il male e lo compiono, spogliando vedove e orfani dei loro beni.

Essi rifiutano i giudizi di Dio; vogliono profeti che parlino dei piaceri del vino.

Saranno deportati e non avranno parte all’eredità promessa ai padri.

Dio raccoglierà il “resto d’israele” (2,12) è darà loro un capo: “Marcerà il loro re innanzi a loro e il Signore sarà alla loro testa” (v. 13).

Anche Giuda fa gli stessi peccati: “i suoi capi giudicano in vista dei regali, i suoi sacerdoti insegnano per lucro, i suoi profeti danno oracoli per denaro” (3,11).

Michea predice anche la nascita del Messia a Betlemme e il banchetto escatologico della fine dei giorni.

Dio ha grandi disegni; anche la Chiesa, nuovo popolo di Dio, subirà quella sorte per i peccati di apostasia, idolatria, simonia, corruzione. Ci sarà un resto santo e dopo la grande purificazione, il sospirato Regno di Dio.

Chi ama il potere, lotta per averlo e si crea nemici.

Gesù al contrario, si affatica a dare ai cuori la vera conoscenza di Dio e a cercare la sua giustizia.

Egli non contesta i grandi e non disprezza i piccoli: a tutti insegna la via di Dio.

I Farisei lo vedono come nemico, perché fa vacillare il loro potere. E decidono di sopprimerlo, perché va contro Mosè. Così è dei Santi.

Padre Giuseppe Tagliareni


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