Giovanna D’Arco in 3 mesi fece ciò che in 90 anni non fecero interi eserciti, 4 sovrani, il fior fiore della nobiltà francese


Chi era Giovanna d’Arco? In una miniserie di articoli, stiamo provando a raccontare la storia di questa giovane santa, mandata da Dio per liberare la Francia dall’occupazione straniera e morta a soli 19 anni per mezzo del tribunale dell’Inquisizione manovrato, però, dal potere inglese. Di lei abbiamo tantissime notizie storiche; la sua vicenda biografica è tra le più documentate tra i personaggi del XV secolo e, qui, vi presentiamo la terza puntata della sua straordinaria storia.

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Ormai tutto è deciso, si parte per Orléans, che è sotto assedio da sette mesi. Gli Inglesi hanno già conquistato alcune fortezze e bastiglie intorno alla città francese e vogliono costringere con la fame la città ad arrendersi, bloccando l’approvvigionamento dei viveri. Gli abitanti di Orléans non avrebbero resistito a lungo ancora per molto.

Intanto il re fa fabbricare un’armatura per Giovanna, costosissima, in piastra d’acciaio, con elmi, spade e 2 stendardi (uno grande e uno piccolo). Le regalano dei cavalli, 5 corsieri (per la battaglia) e almeno 7 cavalli da trotto (per gli spostamenti).

In poche settimane le insegnano a cavalcare e a cavalcare con l’armatura (che poteva pesare 20-25kg in più), e tutti sono concordi nel dire che «portava l’armatura con tanta scioltezza come se non avesse fatto altro nella vita».

Giovanna, durante le battaglie, ha sempre con sé stendardo e spada. Che la spada la impugnasse è fuori dubbio; ma che abbia colpito qualcuno per ucciderlo, lei stessa lo nega nel suo primo processo: «Portavo io stessa il mio stendardo quando andavo in battaglia, perché non volevo uccidere gente. Non ho mai ucciso nessuno!». Giovanna usa la spada anche per altri scopi e, alcuni testimoni del secondo processo, ci hanno testimoniato che la brandiva ad esempio per scacciare le prostitute che giravano nei campi tra i soldati.

Il 27 aprile del 1429, Giovanna entra in azione: con lo stendardo spiegato, il clero in testa all’esercito al canto del “Veni, Creator”, va verso Orléans e qui, arrivando il 29 aprile, detta la sua prima lettera agli Inglesi, ai quali intima di abbandonare il Regno di Francia e di pagare per tutti i danni e gli oltraggi che hanno procurato ai francesi in quei decenni, altrimenti «li farà uccidere tutti». 

Ovviamente gli Inglesi non vanno via. Anzi, le rispondono «che la bruceranno viva perché è solo una puttana e deve tornare a badare alle vacche!».

Inizia quindi la battaglia! Dai primi di maggio del 1429, una dopo l’altra vengono riconquistate le fortezze che circondavano la città di Orléans. L’8 maggio, il comandante inglese Talbot ordina la ritirata delle sue truppe: Orléans finalmente è libera! E nel giro di 6 settimane tutta la valle della Loira viene liberata dalla presenza degli Inglesi.

Giovanna comanda il suo esercito, lo incita, è in prima linea, la vedono arrampicarsi sulle scale, con lo stendardo in mano, per guidare gli assalti: nel giro di pochi mesi è ferita 4 volte. La prima volta si ferisce con un tribolo, che è un arnese di metallo con vari spuntoni, che i nemici gettano fuori dalle trincee: lei lo calpesta e si fa male a un piede; la seconda volta è ferita da una freccia, tra le spalle e il collo; la terza volta viene colpita da una pietra che le si spezza sull’elmo, mentre si sta arrampicando su una scala; la quarta volta viene ferita a una coscia da un quadrello di balestra.

Ormai tutto è pronto affinché il Delfino possa prendersi finalmente la corona del Regno di Francia. La cerimonia si svolgerà il 17 luglio del 1429 nella cattedrale gotica di Reims, e Carlo VII di Valois verrà incoronato re di Francia dal suo arcivescovo consigliere Regnault de Chartres. Giovanna è in prima fila, col suo stendardo. In tre mesi, la Pulzella è riuscita a fare quello che in 90 anni non erano riusciti interi eserciti, quattro sovrani, il fior fiore della nobiltà francese e la più pesante tra le cavallerie medievali.

La Guerra dei Cent’anni sarà ancora lunga: siamo nel 1429 ed essa finirà nel 1453, ma Giovanna da questo momento in poi avrà cambiato per sempre le sorti di quel lunghissimo conflitto. Vince molte altre battaglie prima della pausa invernale, anche se il nuovo re, convinto di aver ottenuto molto di più di quello che avrebbe potuto sperare di ottenere, non crede più di tanto al proseguimento della guerra, e scioglie addirittura l’esercito.

A un certo punto tutto precipita molto velocemente.

Ad aprile del 1430 Giovanna torna a Compiègne, conquistata nell’estate precedente, e ora nuovamente assediata, alla testa di una piccola truppa, e il 23 maggio viene catturata dai Borgognoni (alleati degli Inglesi), quando il capitano della cittadina, per paura che questi entrassero in città, ordina di alzare il ponte levatoio e di chiudere la porta: Giovanna rimane fuori, con un pugno di uomini, tra cui il fratello Pierre, che poi dietro riscatto verrà liberato.

Ma Giovanna non può essere liberata: gli Inglesi dovranno dimostrare, tramite un processo, che Dio sta dalla loro parte e che Giovanna è soltanto un’eretica.

 

Simonpietro Carta

 


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Santa Giovanna D’arca era guidato da Dio per liberare la Francia.
La sua biografia è unica. Grazie