I ristoratori “strozzati” dalla polizia della “salute”


A Ostia nel giro di pochi giorni un secondo ristorante è stato costretto a chiudere perché un cameriere bengalese è stato trovato “positivo” al virus di Wuhan.

Per quanto se ne sa si parla di positività al tampone, non di un malato. Tant’è che nessun cliente o collega è stato contagiato.

Anche nel caso di uno stabilimento balneare, dove pure un bengalese era stato trovato positivo (anche qui non si parla di malato), tutti gli altri lavoratori sono risultati negativi.

Poi c’è la serrata del mercato dell’Esquilino, qui per l’ipocrita caccia alle mascherine.

Non si preoccupino al ministero, a far cambiare mestiere ai ristoratori e non solo a loro, ci sta già pensando la polizia della “salute”.

È un popolo mite, ma fossi in loro non tirerei troppo la corda.

 

Lorenzo Capellini Mion

 


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