Dio mostra la sua benevolenza nei nostri confronti dandoci degli intercessori


È Dio stesso che in Tobia 12,12 ci informa su una realtà molto bella: che quando noi compiamo il bene e preghiamo, il nostro angelo presenta tutto davanti al Signore.

Ecco il testo, nel quale l’angelo Raffaele si rivolge a Tobia e gli dice: “Sappiate dunque che, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti”.

In realtà ognuno di noi potrebbe dire insieme con Isaia: “Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito” (Is 6,5).

E potrebbe dire col Salmista: “Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? (Sal 130,3).

Dio stesso mostra la sua benevolenza nei nostri confronti dandoci degli intercessori.

Tra questi vi sono gli angeli, che sono puri spiriti, e, mentre noi siamo distratti e indaffarati nelle cose che facciamo, essi presentano davanti a Dio le nostre opere buone e le nostre preghiere.

Inoltre: Dio certamente vede direttamente le nostre preghiere. Non ha bisogno della mediazione degli angeli per poterle conoscere.

Anzi, conosce le nostre preghiere già dall’eternità.

Ma dall’eternità vede anche la nostra umiltà. Vede che riconosciamo di meritare poco o nulla davanti a Lui. Vede anche, proprio per questo motivo, che noi ci appelliamo all’intercessione degli angeli perché presentino le nostre preghiere e le nostre opere in maniera pura e degna di Lui.

E allora per questo doppio motivo, per la nostra umiltà e per l’intercessione degli angeli, ci esaudisce.

Si tratta di una verità molto bella e consolante.

Padre Angelo Bellon


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