Ci vuole perseveranza nella sequela di Cristo


Risuona in queste settimane la parola di Geremia, profeta di Dio, vissuto al tempo della distruzione di Gerusalemme (587 a. C.) e della deportazione in Babilonia, evento da lui predetto e scongiurato con molti inviti alla conversione, regolarmente inascoltati.

Nel brano di oggi, c’è una stupenda profezia: Vi riprenderò e “vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza” (3,15).

L’arca dell’alleanza, sgabello dei piedi del Signore, sparirà e Gerusalemme profondamente rinnovata sarà “trono del Signore”; ad essa verranno le genti e “non seguiranno più capar- biamente il loro cuore malvagio“ (3,17).

Dopo il castigo purificatore, sarà ricostruita Sion e la comunione con Dio sarà retaggio per tutte le genti.

Questa profezia e altre simili sono state stravolte per alimentare il sionismo, il dominio delle cosche ebraiche (e massoniche) su tutta la terra. Ma sono fuori strada. Solo in Gesù vero ed unico Messia, sarà rinnovato il mondo.

Gesù amava parlare in parabole, ma ai suoi spiegava tutto.

Il buon seme della parola di Dio non sempre porta frutto e non in tutti.

Bisogna prima fare una bonifica del terreno (cuore) da durezze (ostinazione), da pietre (peccati), da spine (preoccupazioni materiali della vita).

Inoltre ci vuole perseveranza nella sequela di Cristo. Allora il frutto sarà abbondante.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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