Ebrei, islamici e Testimoni di Geova sono nemici della Trinità di Dio, ma anche…


Gesù ci rivela che Dio è Trinità: comunione perfetta di tre persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo, origine e fine di tutte le cose. Dio è famiglia, non è solitudine; Dio è Amore che si comunica interamente ad ognuna delle tre Persone. Il Padre genera e dà la vita al Figlio; questi ama il Padre e gli obbedisce e lo onora; lo Spirito procede dai due ed è Amore sussistente e dono, fonte della comunione perfettissima tra i due.

Cosa fa Dio? Prima di tutto è per se stesso e poi si dà. Egli crea, cioè fa essere ciò che non era, partecipa le sue perfezioni e chiama alla comunione con Sé. Egli si rivela e fa conoscere l’essere di tutte le cose: la Sua Parola è verità assoluta. Egli ama e distribuisce bellezza e amore a tutte le creature, le fa essere e le colloca nel perfetto disegno creativo.

Dio è bontà assoluta (il Padre), verità assoluta (il Figlio), bellezza assoluta (lo Spirito Santo). E quello che Egli è lo partecipa alle creature: in diverse misura esse sono buone, vere, belle e parlano del Creatore. Tutta la creazione canta la gloria di Dio (cfr. Sal 19; Sal 104; Sir 42,15 etc.) e poiché Egli è Amore, tutto e tutti chiama all’amore, all’essere gli uni per gli altri e tutti per Dio, in una sinfonia di lodi e d’inni di gratitudine, nella gioia e nella pace più grande.

Poiché la Trinità ha creato e chiama alla comunione con Sé le creature intelligenti (uomini e angeli), è necessario che queste conoscano Dio, lo apprezzino e lo amino. Nell’amore esse lo possederanno, poiché Dio si dà a coloro che lo amano. Allora ogni uomo deve ogni giorno scoprire e amare Dio: come Bontà creatrice, come Verità che si rivela, come Bellezza che attrae e affascina.

Dio ama farsi conoscere: è Lui stesso che guida le creature alla verità tutt’intera e alla comunione. La conoscenza di Dio avviene in tante maniere.

In particolare: la contemplazione del cosmo, della natura, della creazione; l’accoglienza con la fede obbedienziale della Sua Parola rivelata lungo i secoli (eventi di Salvezza e Sacra Scrittura); l’intimità con Cristo, che inabita nel cuore di coloro che lo amano e lo accolgono come Via, Verità e Vita.

All’inizio l’uomo fu messo nell’Eden, dove godeva non solo dei tanti doni di Dio (vita, salute, giardino, matrimonio felice…), ma soprattutto della Sua comunione, che era conoscenza e amore. Poi avvenne il peccato, che è disobbedienza a Dio. La comunione fu rotta e l’uomo cacciato fuori dell’Eden. Ma Dio mandò Suo Figlio a redimere l’uomo e il Suo Spirito a rinnovare il mondo.

La Redenzione fu operata mediante la Croce di nostro Signore Gesù Cristo e il suo divino Sacrificio, che si perpetua nella Santa Messa. Il rinnovamento del mondo avviene mediante l’invio dello Spirito e la Pentecoste, con cui inizia la nuova creazione, che un giorno sarà di tutta l’umanità e saranno “Cieli nuovi e Terra nuova” (2 Pt 3,13; Is 65,17). Tutta la Santa Liturgia cristiana canta la Gloria della SS. Trinità proprio perché inizia e realizza la nuova creazione.

Ora Satana, serpente antico e diavolo, si mette di traverso e ostacola il cammino dell’uomo verso Dio. La sua lingua biforcuta sputa menzogne e il suo morso uccide. Egli vuol mettersi al posto di Cristo e rubargli la gloria; i suoi mezzi sono menzogna e violenza. Cerca d’incatenare l’uomo alla terra e fargli scordare il Cielo, di mettere l’io al posto di Dio e cercare la propria gloria e non quella di Dio solo. Egli insegna la falsa libertà che calpesta tutti i Comandamenti di Dio.

Così, peccato si aggiunge a peccato, violenza a violenza e la disperazione e il caos preparano il trono al principe del mondo, a colui che si oppone a Cristo e vuol farsi adorare come Dio. Egli si va costruendo un regno basato sul peccato universale, sul rifiuto di Dio, sul dominio del più forte, sulla menzogna e sulla violenza.  E il mondo lo segue convinto e gli batte le mani, perché Satana offre denari, piaceri, ricchezza e gloria (vana): tutte cose che affascinano, anche se finiscono presto nella tragedia e nella morte. Per questo chi si schiera con Cristo sarà perseguitato.

Ma Dio è più forte del demonio e l’amore lo è più dell’odio. La vittoria si ottiene con Gesù: Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno. Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna” (1 Gv 5,18-20). E come è vero che Cristo è risorto, così è vero che la vita trionfa sulla morte e Gesù è il Signore: a Lui è destinato il trono che il Padre dei Cieli ha eretto su tutte le nazioni; tutti i popoli lo adoreranno e “il suo regno non avrà fine” (Lc 1,33). E allora sarà il “riposo” di Dio e tutta l’umanità entrerà in questo riposo.

Così le opere della Trinità sono tre: creazione, redenzione, santificazione. Con la prima, Dio dà l’essere ad ogni creatura e il proprio posto nel fittissimo tessuto delle creature, ognuna con le sue caratteristiche originali. Con la seconda, riscatta dal male e dalla morte, toglie il peccato, il caos e la violenza, elimina la menzogna, la vanità e l’ingiustizia. E questo avviene sotto il segno della Croce. Con la terza, dà la vita e la bellezza, la grazia e la santità, la comunione e il canto di giubilo. E questo inizia con la santa Liturgia sulla terra e si consuma nel Cielo.

Perché la Trinità entri nella vita dell’uomo e abbia la Sua gloria, è necessario dare attuazione al piano divino di creazione, redenzione e santificazione, così come lo conosciamo attraverso le Scritture e il Magistero. Ogni giorno dobbiamo entrare in rapporto con ognuna delle tre persone divine e dargli onore, amore e gloria. Facciamo qualche esemplificazione.

A) Col Padre: dobbiamo scoprire la presenza nascosta di Dio Creatore nel cosmo, nella varietà degli esseri, nella sinfonia della creazione e lodarlo, benedirlo e ringraziarlo, poiché da Lui viene tutto l’essere, tutto il bene e la vita; dobbiamo dare a Lui solo il culto e non mettere mai una creatura al posto di Dio; Egli è il principio e il fine di tutte le cose. “Venga il tuo Regno”.

B) Col Figlio: dobbiamo accogliere la sua parola come verità assoluta su tutte le cose e la sua persona come il Signore, lo Sposo promesso dell’anima, il Re dei cuori; dobbiamo seguirlo portando la nostra croce e affrontando per amore il sacrificio dietro a Lui, che salì il Calvario per noi. Dobbiamo amarlo e unirci a Lui fino a dire “Non son più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

C) Con lo Spirito Santo: dobbiamo riceverlo come si fa col respiro e sintonizzarci col cuore di Gesù e di Maria Immacolata; dobbiamo combattere contro il peccato e lo spirito del mondo: spirito di vanagloria, di superbia e di rivalità, di menzogna e di violenza, con le armi della carità verso tutti e della verità che libera e salva. Dobbiamo amare la grazia e la bellezza della virtù.

La vita dell’uomo è dono e va vissuta nel dono; è lotta prima di essere vittoria; è fatica prima di essere premio; è sacrificio prima di essere gloria. Se ci facciamo discepoli di Gesù, egli ci porterà alla gloria. “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti” – disse – vado a prepararvi un posto” (Gv 14,2). “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda” (Gv 15,16).

È dunque Gesù “la Via, la Verità e la Vita” (Gv 14,6) e solo per mezzo di lui si arriva al Padre. È Lui che ci ha rivelato la Trinità e l’unità di Dio, dichiarandosi l’Unigenito del Padre. Egli con il Padre è “una cosa sola” (Gv 10,30) e da loro due procede lo Spirito, che è Signore e dà la vita al mondo.

Noi crediamo alla Trinità per i miracoli compiuti da Gesù e per suo comando battezziamo “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).

Accaniti nemici della Trinità di Dio sono gli ebrei, che per questo hanno accusato Gesù di bestemmia e lo hanno condannato a morte, gli islamici, che la rigettano come un madornale errore dei cristiani, che avrebbero messo Gesù e Maria a livello di Dio, e i Testimoni di Geova, che negano sia la divinità di Gesù, sia lo Spirito Santo. Pur rispettando le loro coscienze, ogni cristiano sa che essi sono in grande errore e senza saperlo vanno contro Dio, quale si è rivelato in Gesù Cristo.

Ma nemici della Trinità sono anche molti cristiani che di fatto la rinnegano. Negano il Padre tutti coloro che lo bestemmiano e attribuiscono a Lui le loro sventure; così pure lo rinnegano coloro che mai gli si rivolgono per ringraziarlo della vita e per chiedergli grazia come Suoi veri figli. Negano il Figlio tutti coloro che non ritengono di averne bisogno per salvarsi e disprezzano il suo Vangelo e il suo divino Sacrificio presente nella Santa Messa. Negano lo Spirito Santo tutti coloro che rifiutano la conversione, pur sapendo di essere peccatori e si ostinano nei loro peccati, rifiutando la luce che Egli dà nei loro cuori e la testimonianza dei Profeti e degli Apostoli di Cristo.

Rimedio a tutto questo è lumile sentire di sé e la vera conoscenza di Dio. Ciò che più si oppone alla conoscenza di Dio è la superbia, perché questa mette l’io al centro del proprio universo. Dalla Beata Vergine Maria dobbiamo imparare soprattutto l’atteggiamento dell’umiltà, di un io che si fa piccolo davanti alla grandezza e maestà di Dio. Basta guardare il cielo e la terra, le stelle e le montagne, le tempeste e gli uragani, il mare e i deserti, il sole e la luna… per capire come siamo piccoli. Ma basta guardare noi stessi come viventi, per capire che siamo amati da Dio e colmati dei Suoi benefici. Chi è grato del dono della vita, arriva a Dio che lo illumina e gli si rivela.

La Santa Messa ben celebrata è la più alta glorificazione della SS. Trinità sulla terra, perché è il “Memoriale” della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, che Egli ordinò di rinnovare sempre finché Egli venga. Il Padre vi riceve la massima gloria per il Sacrificio d’amore dell’Uomo-Dio; il Figlio dimostra tutto il suo amore per Dio e per gli uomini e viene riconosciuto Redentore e Dio dalla Chiesa che celebra; lo Spirito Santo, applicando i meriti di Cristo, rende efficaci le parole della liturgia e rigenera le nuove creature volute dal Padre come Suoi veri figli. Quelli che seguendo Lutero, negano il valore sacrificale della Messa, privano Dio della Sua più alta gloria sulla terra.

La preghiera del Gloria al Padre è un semplice e facile richiamo alla lode che per tutto il bene dobbiamo al Dio Trino, Dio tre volte Santo (Is 6,3). Da Lui tutto; a Lui tutto, per tutta l’eternità. Amen! Il segno di Croce, che è il segno del cristiano, nomina tutte e tre le Persone divine ed è una benedizione che scende su chi viene fatto; richiama anche la Passione di Cristo e la sua Salvezza, frutto dell’Amore dei Tre.

 

PADRE GIUSEPPE TAGLIARENI

 


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