I cristiani di oggi non aderiscono alla Santissima Trinità ma ad altri dèi proprio come i pagani


La cintura era una componente importante dell’abbigliamento antico: teneva le vesti aderenti al corpo, per il metallo della fibbia e la qualità del tessuto mostrava il ceto del possessore; serviva anche ad appendere borsa e pugnale.

Dio rivela a Geremia, che aveva fatto d’Israele la sua cintura: per tenerlo aderente a Sé e farne la sua gloria. Ma a causa della caparbietà del suo cuore, non ha dato ascolto a Dio ed ha tradito la sua fedeltà aderendo ad altri dèi.

È diventato come una cintura corrosa e disfatta, buona a nulla. Ebbene, Dio ridurrà in marciume la gloria di questo popolo idolatra e corrotto. Sarà divorato dalla spada, dalla fame e dalla peste e a nulla servirà avere il tempio di Gerusalemme, orgoglio di Giuda: sarà distrutto.

Così si può dire dei cristiani di oggi: non aderiscono a Dio e a Cristo, ma ad altri dèi proprio come i pagani: denaro, lusso, Vip, concerti, calcio, spiagge, mode disoneste, uccisione di bambini, sentenze inique.

Le parabole di Gesù esprimono bene i misteri del Regno per coloro che amano la verità e la ricercano, mentre per altri sono incomprensibili. Il granello di senape che si fa albero esprime lo sviluppo organico di una parola di Dio; il lievito che fermenta la pasta indica l’influsso potente del buon esempio in una casa o ufficio: no rumore ma edificazione

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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