Accusato di blasfemia è stato ucciso mentre attendeva l’inizio dell’udienza

Tahir Ahmad Nasim, 47 anni, portato in tribunale per rispondere alle accuse di blasfemia è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mercoledì mentre attendeva l’inizio dell’udienza, a Peshawar.

Si ignora come un uomo abbia potuto accedere in tribunale armato.

L’uomo trucidato a sangue freddo era membro di una famiglia islamica perseguitata, la fede degli Ahmadi è considerata eretica per una diversa interpretazione della successione del profeta Maometto. Per questo è perseguitata, tipico esempio del settarismo islamico.

“Il profeta dell’Islam mi è comparso in sogno e mi ha chiesto di sparare a quest’uomo”, ha detto Khalid Kan.

La maggioranza dei musulmani di buona volontà sono certo che condannerebbe l’assassinio di Tahir Ahmad Nasim, fatto sta che l’assassino in Pakistan ora viene diffusamente trattato da eroe, se ne chiede la liberazione mentre la sua famiglia continua a ricevere regali e ringraziamenti.

Niente che la possa far indicare come una ideologia pacifica ma è persino proibito parlarne, figurarsi criticare.

 

Lorenzo Capellini Mion

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