Niente fondi europei ai comuni pro famiglia naturale


Nel quadro di un programma di gemellaggio tra comuni europei l’esecutivo comunitario si è rifiutato di concedere fondi a sei città polacche che si erano dichiarate “zone libere dall’ideologia LGBT”.

La commissaria per l’uguaglianza, la socialdemocratica maltese Helena Dalli, ha scritto su Twitter che “i valori e i diritti fondamentali dell’UE devono essere rispettati dagli Stati membri e dalle autorità statali”.

Per questo motivo, ha sostenuto la Dalli, le domande di gemellaggio di sei città polacche che hanno adottato risoluzioni su “diritti della famiglia naturale” e sulle “zone franche LGBT” sono state escluse.

Il ministro della giustizia polacco, Zbigniew Ziobro, ha condannato la decisione dell’UE: “non possiamo permettere discriminazioni contro i cittadini polacchi e i governi locali da parte dell’Unione europea”, ha affermato su Facebook.”L’Unione deve rispettare l’uguaglianza di tutti i cittadini, che hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni ed esprimerle liberamente”.

“I nostri trattati garantiscono che ogni persona in Europa è libera di essere quello che è, di vivere come vuole e di amare chi vuole e di mirare in alto come vuole”, ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, con quell’ipocrisia che caratterizza la lobby, quella che lascia fuori dalla propagandata libertà solo i sei comuni pro famiglia naturale.

 

Angelica La Rosa

 


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