Pdl Zan sull’omotransfobia: una legge per stravolgere il nostro futuro


Oggi approderà alla Camera una proposta di legge che sta facendo discutere molto l’opinione pubblica: si tratta di quella che avrebbe l’intento di punire “l’omotransfobia”.

Noi spesso diamo per scontato che i lettori sappiano il significato di questo termine e alle volte sorvoliamo sulle spiegazioni, con il risultato di ottenere un disinteresse generale.

Per cercare di comprendere i contenuti di questa proposta, vorremmo fare quindi un piccolissimo passo indietro.

Da quello che si evince dal testo della legge sembrerebbe che attualmente l’Italia sia in preda ad una terribile emergenza dettata da discriminazioni verso persone LGBTQI, ovvero con orientamenti sessuali diversi, sia che possano essere Lesbiche, Gay, Bisex, Transex, Queer, Intersexual o altre  decine di generi vari introdotti nel linguaggio dei nostri giorni (vi lasciamo la possibilità di trovare autonomamente le definizioni e le descrizioni di ognuno di loro).

Esisterebbe quindi un popolo che starebbe vessando una minoranzaindifesa, la quale avrebbe la necessità e l’urgenza di essere tutelata.Urgenza che viene posta come prioritaria rispetto ad altre problematiche gravissime del nostro Paese.

Ma è veramente così?

I dati dell’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) sembrano dire il contrario: si parla di una media di 29 casi segnalati all’anno da accertare.

Chi ha proposto questa legge ha dichiarato di voler fornire una tutela per le persone LGBTQI.

In realtà anche queste persone sono attualmente tutelate dalla legge, che punisce già gli atti di violenza contro qualsiasi persona.

L’intento è quindi quello di creare una categoria ben definita, perdendo il privilegio di rientrare nella normalità degli individui tutelati dalla nostra Costituzione.

Saranno quindi istituite corsie preferenziali e tutto l’ordinamento subirà una profonda trasformazione, sia dal punto di vista sociale che da quello lavorativo.

Chi determinerà quali sono le persone che faranno parte di questi “generi” o di altri ancora che andranno a costituirsi? Quali saranno i parametri per definirlo?

Tutto sarà lasciato al sentimento…alla sensazione ed alla percezione di come una persona si sente.Come si farà a definire il reato di omofobia?

Ancora non esistono parametri, in quanto l’omofobia stessa non è stata ancora legalmente definita, quindi anche questo punto sarà lasciato alla libera interpretazione di chi sarà preposto a giudicare.

In conclusione, si tratta evidentemente di una legge fumosa che apre uno scenario molto confuso, dove i privilegiati creeranno una categoria, dove i cittadini non sapranno se possono essere considerati trasgressori o meno, dove i condannati non comprenderanno le motivazioni della loro condanna e dove i giudici potranno discrezionalmente emettere sentenze a seconda della percezione e del sentimento della vittima e del giudicante.

E come la mettiamo con l’art. 21 della Costituzione che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero?

Ognuno per sé stesso può fare le proprie scelte, ma è impensabile imporre agli altri un’ideologia o il pensiero frutto di un indottrinamento.

A questo punto, ci chiediamo, chi potrà dissentire da un cartello dove viene augurato al professor Massimo Gandolfini di essere “appeso”? Chi potrà difendere quelli che come il senatore Simone Pillon compaiono su una lista di proscrizione dei “presunti omofobi”?

Chi potrà essere ancora libero di esprimere la propria opinione o di decidere come educare i propri figli?

Chi avrà la possibilità di continuare ad andare in chiesa e di ascoltare la Bibbia e le lettere di San Paolo?Ma davvero siete ancora convinti che la nostra libertà non sia messa a repentaglio?

 

Gian Piero Bonfanti

 


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