Il combattimento escatologico e le promesse divine


“Ha trovato grazia nel deserto un popolo scampato alla spada; Israele si avvia a una dimora di pace” (Ger 31,2): dopo il castigo, vi sarà il riscatto: “Il Signore ha salvato il resto d’Israele” (v. 8).

I campi e le colline daranno grano, vino e olio; pascoleranno greggi e bestiame; si allieterà la vergine alla danza.

“Cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici” (v. 13).

Vi sarà una nuova Alleanza, Dio scriverà la sua legge nei loro cuori e non avranno più bisogno di maestri.

La Città santa sarà riedificata e Dio dimorerà col suo popolo amato e riscattato.

Queste le promesse divine, che l’ apostolo Giovanni completa: “E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5).

E così sarà dopo il combattimento escatologico. “Chi sarà vincitore erediterà questi beni; io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio. Ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte” (Ap 21,7-8).

Il Signore risponde subito alle richieste fatte con fiducia, ma a volte mette alla prova la fede.

Così fu per la cananea che aveva la figlia vessata dal demonio. Gli Apostoli non potevano comprendere l’apparente durezza di Gesù, che cercò di allontanarla. Ma più la cacciava, più quella implorava; e fu premiata: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri“, le disse. E così fu.

 

Padre Giuseppe Tagliareni


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