Dalla Sicilia arriva il “Coviddi” e spopola sul web…


‘Coviddi’ è la parola dell’estate 2020, dopo che la signora di Mondello l’ha pronunciata a squarciagola nel tentativo di spiegare la sua posizione in un’intervista.

Fuori dalla Sicilia in pochi possono sapere quanto c’è di romantico dietro la storpiatura di questa parola.

Il raddoppio della consonante finale è uno dei primi ricordi che hanno tutti i miei conterranei nati tra gli anni ’80 e ’90…

Siamo la generazione cresciuta con l’arrivo di nomi e marche di origine anglofona, che per sua predisposizione linguistica il siciliano difficilmente riesce a pronunciare in modo esatto, raddoppiando la consonante finale.

Per cui già 20 anni fa sulle spiagge era possibile sentir urlare “KevinNI esci dall’acqua” oppure “DavidDI mangiati il gelato”.

Una volta, nel pieno della tranquillità di una serata estiva, sento mia nonna urlare a mia madre dal bagno “Ci l’ha mettiri u VirnelLI?”, dove per Virnelli si intendeva il Vernel, detersivo per la lavatrice.

Ora tutta Italia conosce Coviddi… la signora di Mondello non sa di aver fatto diventare nazionalpopolare un costrutto linguistico che da almeno tre decenni era confinato al mero ambito siciliano.

E visto che dall’isola è già uscito il termine “minchia”, usato quasi oramai più ad Aosta che a Palermo, chissà se anche la comunità scientifica di questo passo sicilianizzerá il nome del virus…od anzi, del VirusSI.

 

Mauro Indelicato

 


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