Potenti della terra fomentano guerre, distruzioni dei popoli e della loro sovranità


Ninive, capitale dell’Assiria, fu città sanguinaria, guerrafondaia, malvagia e crudele, nei confronti dei popoli vinti.

La sua religione idolatrica spingeva alla guerra e ammetteva la prostituzione sacra e ogni sorta di magherie e incantesimi.

I suoi re come leoni feroci riempivano i loro palazzi di preda e saccheggi. Il giudizio di Dio non si fece attendere.

Al tempo di Giona (750 a. C. circa) per la sua predicazione, ci fu conversione e la città fu risparmiata. Poco dopo le cose tornarono come prima e fu distrutta (612 a. C.).

Il profeta Naum invita Israele, che era stato saccheggiato, a rallegrarsi: “Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe… anche se i briganti li hanno depredati” (2,3).

Lo stesso avviene oggi a livello mondiale: la città della violenza e del caos depreda e saccheggia tutto e tutti; i potenti della terra fomentano guerre e distruzioni dei popoli e della loro sovranità. Anche il popolo di Dio è oppresso e saccheggiato. Ma il giudizio di Dio cadrà sulla città sanguinaria e crudele.

Nessuno può salvare la sua vita, perché prima o poi arriva la morte e poi c’è il giudizio.

Che vale conquistare il mondo intero, se uno sarà condannato alla Geenna? Cosa si può dare in cambio dell’anima?

Chi invece, perderà la vita per Gesù, sarà salvato. Ma ciò implica rinunciare a se stessi prendere la propria croce e seguirlo.

 

Padre Giuseppe Tagliareni


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