Se avessimo fede quanto un virus!…


9.08.2020 XIX Domenica Anno A.

Elia, inseguito dagli sgherri della regina Gezabele, fuggì verso il Sinai.

Fortificato da un cibo speciale, camminò 40 giorni e 40 notti fino al monte di Dio.

Pregò nella caverna e sentì la voce di Dio: non nel vento impetuoso né nel fuoco né nel terremoto, ma nel soffio di un vento leggero.

Il profeta, zelante per la causa di Dio, era sconfortato, perché rimasto solo contro tutti.

Il Signore gli rivelò di essersi riservati sette mila uomini che non avevano piegato le ginocchia a Baal.

Oggi è pure così: pochissimi sono i veri profeti e ben pochi quelli che non cadono nell’idolatria.

Il vero profeta è perseguitato a morte; ha bisogno del rifugio sul monte di Dio per avere la forza di combattere ancora e vincere.

Inaspettatamente egli troverà tanti che non sono idolatri e non hanno rinnegato la fede.

Il piccolo resto vincerà tutte le sue battaglie. Dio solo è il vincitore!

S. Paolo soffre per il rifiuto d’Israele, che tutto aveva ricevuto dal Signore.

Ebbene, lo stesso si può dire oggi della chiesa apostata e senza fede.

La vera fede smuove le montagne e fa camminare sulle acque.

Il segreto sta nel tenere fisso lo sguardo a Dio, a cui nulla è impossibile.

Pietro vedendo Gesù camminare sul lago, volle fare lo stesso; ma s’impaurì per il vento e cominciò ad affondare.

Gesù lo afferrò e lo rimproverò per la sua poca fede. Se avessimo fede quanto un virus!… Dov’è la fede oggi?

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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