“Si amano più i cani e i gatti che i bambini e gli aborti sono senza numero”


Il profeta Ezechiele, visse al tempo dell’esilio degli ebrei in Babilonia (VI sec. a. C.).

Come altri profeti (Mosè, Elia, Isaia, Daniele) vide la gloria di Dio, ne sentì la voce ed ebbe incarichi e missioni.

Dio ha sempre cura del suo popolo, anche se di dura cervice. Presenta ad Ezechiele un rotolo scritto e glielo fa mangiare, perché lo assimili e poi parli a nome di Dio a quel la “genia di ribelli” (Ez 2,8), sperando che si convertano.

Egli mangia il rotolo, dove erano scritti “lamenti, pianti e guai” (2,10): lo sente dolce come il miele. Così egli assimila la parola di Dio e la riporta a quei “figli testardi e dal cuore indurito” (2,4): devono sapere che c’è un profeta in mezzo a loro. “Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole” (2,6).

Si può dire che questa è la norma: nessun profeta è bene accetto: la gente non vuol sentire annunzi di sventure e castighi. Il nemico di Dio, entrato fa da padrone e provoca ostinazione e ribellione.

Potrà mai Israele (la Chiesa) essere salvato?

Per poter entrare nel Regno di Dio bisogna convertirsi e poi farsi piccoli.

Dio ama i piccoli e non vuole che neanche uno di loro si perda: ogni anima ha valore infinito, anche dunque un non nato.

Oggi si amano più i cani e i gatti che i bambini e gli aborti sono senza numero.

“Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli!”.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments