Predicano pace mondiale e fratellanza universale ma non purificano i cuori da vizi e peccati


 

La città ribelle non gode più della protezione di Dio e il suo popolo sarà decimato dalla spada, dalla fame e dalle pestilenze.

Ezechiele fa il suo bagaglio di esiliato ed esce a volto coperto, da un foro praticato sulle mura della città. È un simbolo per gli israeliti e per il loro capo: così avverrà.

Falsi profeti illudono dicendo che presto vi sarà pace; altri fanno deviare lo sguardo, dicendo che le profezie di Ezechiele non sono per loro, ma per tem pi più lontani. Così rimangono avvolti nei loro peccati e nei loro cuori pullulanmno gli idoli. Non si convertono, ma si pervertono.

Ebbene, conosceranno la giustizia di Dio; solo un piccolo resto sarà salvato e avranno in dono un cuore nuovo.

Così è la Chiesa e l’umanità di oggi: predicano la pace mondiale e la fratellanza universale, ma non purificano i loro cuori da vizi e peccati.

Restano ribelli ostinati e snobbano tutte le profezie che parlano di castighi imminenti. “Non sono per i nostri tempi, dicono. Noi siamo per la pace”.

Tutti facilmente pecchiamo ed abbiamo bisogno del perdono di Dio, altrimenti saremo condannati.

Per averlo ci vogliono due cose: il pentimento sincero e la misericordia verso il prossimo. Chi non perdona, non sarà perdonato. È detto: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Chiediti: Ho davvero perdonato chi mi ha offeso?

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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