La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria: “unita in tutto a Gesù suo figlio”


Il dogma dell’Assunta è legato all’Immacolata Concezione.

Per il peccato delle origini Dio comminò la pena della morte; Maria, la Donna per divino decreto nemica di Satana, ne fu esente e quindi non meritava quella pena.

Unita in tutto a Gesù suo figlio, vincitore del peccato e della morte, fu anch’essa vincitrice e ne condivise la gloria della risurrezione.

Il suo corpo non conobbe la corruzione del sepolcro, ma si rivestì d’immortalità e fu assunto in Cielo, primizia con Cristo del popolo beato degli eletti.

Tutto è grazia concessa per i meriti del Redentore; Maria cooperò più di tutti, dal primo fiat dell’incarnazione a quello della crocifissione.

Ci precede nel cammino a volte oscuro e doloroso della fede e nella conquista della gloria. Anche a noi è riservata la stessa sorte beata.

Con lei potremo cantare il Magnificat, mentre gli Angeli chiederanno: “Dov’è, o morte, la tua vittoria, dov’è il tuo pungiglione?” (1Cor 15,55).

“Beata tu che hai creduto”, dice Elisabetta a Maria incinta di Gesù. Zaccaria incredulo era rimasto muto e confuso: non poté percepire la gioia messianica.

Quando con vera fede accogliamo la Parola di Dio e la incarniamo nelle opere, anche noi diventiamo “beati” e un giorno assieme alla Vergine canteremo il suo Magnificat in cielo.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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