Perché non dare ai cittadini poche norme, brevi e chiare?


Burocrazia è ”l’insieme di apparati e di persone al quale è affidata, a diversi livelli, l’amministrazione di uno stato o anche di enti non statali” (enciclopedia Treccani).

E’ evidente quanto sia indispensabile un efficiente sistema burocratico per il funzionamento di una nazione, un insieme di procedure e norme capaci di regolare la vita quotidiana dei cittadini, e non complicarla.

Fin qui, tutto bene!

Le cose si complicano quando una parte fondamentale della vita pubblica, diventa uno strumento vessatorio che rende difficile ogni momento del cittadino.

Sono decenni che la politica si straccia le vesti, denunciando l’eccessiva invadenza e l’incomprensione delle migliaia di procedure e norme, (prodotti della politica, naturalmente!), accusando i predecessori di inezia e incapacità, ma continuando a sfornare altre norme e altre procedure.

L’apoteosi è stata raggiunta nel corso di questa crisi sanitaria, nel corso della quale le strutture pubbliche, ad ogni livello, hanno prodotto centinaia di norme, alcune talmente complicate da non poter essere correttamente comprese.

Tra le emanate in questa pandemia, ho preso ad esempio un decreto fra i tanti di una regione, che a fronte di un totale di 8 pagine, 6 erano dedicate ai visto, ai dato atto, ai rilevato, ai considerato, ai ritenuto, ai sentito, nei quali sono elencati una miriade di articoli e commi, che con tutto il rispetto per la norma, sono un ostacolo al cittadino per comprenderlo e rispettarlo.

A questo punto, si pongono due grandi problemi: l’esasperato utilizzo di una terminologia ridondante e complessa e la quasi ossessiva produzione senza limiti, senza abrogare quelle preesistenti.

Qualsiasi persona che criticamente analizzi la situazione, si pone una domanda fondamentale: perché la politica, consapevole della gravità della situazione che sta minando la nostra società, non riesce/non vuole trovare una soluzione?

Anche perché, stranamente, maggioranza e opposizione sono concordi nell’analisi del problema!

Volendo, un’ipotesi di risposta, anche se un po’ estremizzata, potrebbe essere questa: lo Stato, non si fida dei cittadini, tanto che l’onere della prova è sempre a carico loro, e pertanto cerca di controllarli con un opprimente sistema di procedure cavillose e sovente inutili al funzionamento dello Stato.

Questa ipotesi, trova una discutibile motivazione in concetto che penalizza maggiormente i cittadini onesti, perchè per controllare e colpire una minoranza potenzialmente disonesta, viene penalizzata la stragrande maggioranza di cittadini onesti e ligi alle leggi.

Il risultato? Il disonesto troverà sempre il modo di aggirare quella selva di norme, per contro il cittadino onesto, che già prima faticava a districarsi nel marasma burocratico, si trova sempre di più oppresso!

E poi, a mantenere il sistema attuale, e lo si è visto in occasione di questa crisi pandemica, si corre il rischio di ridurre alla fame una grossa fetta di popolazione, a causa dei lunghi i tempi burocratici, per cercare evitare casi di illegalità, che potrebbero essere perseguiti anche in un secondo tempo.

Allora, visto che questo sistema così invasivo, non funziona, perchè non proviamo a cambiarlo, cominciando a dare fiducia ai cittadini con poche norme, brevi e chiare?

 

Antonio Panero

 

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments