Si adorano ben altre cose e Dio dice: “Basta!”


 Israele e di Giuda, ribelli a Dio e refrattari ai richiami per la conversione furono distrutti per mano degli Assiri e dei Caldei.

Ezechiele fu per loro un esempio. Dio gli tolse “colei che è la delizia dei tuoi occhi” (Ez 24, 16) e gli ordinò di non fare il lutto. Una morte improvvisa e un lutto amaro e senza pianto. Così fu decretato per gli abitanti di Gerusalemme: “Ecco, io faccio profanare il mio santuario, orgoglio della vostra forza, delizia dei vostri occhi e anelito delle vostre anime” (v. 21). E così avvenne: “Saprete che io sono il Signore” (v.24).

Tradire l’Alleanza, fare lega con i popoli pagani, profanare il culto, corrompere i costumi, prostituirsi ai loro dèi: ecco le loro colpe.

Dio abbandona il tempio e i nemici lo calpestano e lo danno al fuoco. Così avviene al cuore idolatra; così alla famiglia dove non regna Dio; così al popolo italiano non più cristiano; così ai Duomi e alle Basiliche, dove una volta c’era culto a Dio. Ora si adorano ben altre cose e Dio dice: “Basta!”.

Per entrare nel Regno di Dio, basta osservare i Comandamenti: “Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso”.

Ma per seguire Gesù a perfezione, bisogna rinunziare ai beni terreni. Il giovane ricco non seppe farlo; “se ne andò triste”.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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