Dopo l’anti “inciucio” necessario anche un patto del centrodestra sull’anti “MES”


Il documento firmato da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, in veste rispettivamente di leader di Lega, Fdi e Fi è da salutare sicuramente come una buona notizia per tutti gli avversari del Governo Conte perché, alla vigilia delle elezioni regionali ed amministrative del 20 e 21 settembre, ha compattato ulteriormente il centrodestra.

Nell’accordo conosciuto come “patto anti inciucio”, a partire dall’impegno per la riforma presidenzialista e per il riconoscimento dell’autonomia differenziata, i capi dell’opposizione si impegnano «a non dare corso, in questa e nella futura legislatura, a qualsiasi accordo di governo, con partecipazione diretta o esterna, insieme ad altre forze politiche, fatto salvo una formale unanime e diversa intesa tra le forze politiche che sottoscrivono il presente documento».

È la sollecitazione che da mesi proponeva la Meloni, da sempre giustamente contraria ad intese sia col Pd sia con i Cinque stelle.

Nella prospettiva di una futura operante coalizione di Governo Lega-Fi-FdI, al fine di cementare in questo delicatissimo passaggio storico-politico per il nostro Paese un programma e un’azione di governo a lungo termine (e magari guadagnare un “appoggio esterno” dal nuovo movimento euroscettico “Italexit” di Gianluigi Paragone – qualora fosse rappresentato nel Parlamento della futura legislatura -), sarebbe altrettanto opportuno un analogo patto “anti-MES”.

Da ultimo nell’intervista rilasciata il 30 luglio a News Mediaset, il leader di Forza Italia ha infatti definito il “Meccanismo europeo di stabilità” (detto anche “Fondo salva-Stati”)«un’occasione che non va sprecata,[che] ci consentirebbe di investire nella Sanità che soffre di gravi carenze soprattutto al Sud».

Ha commentato in proposito il direttore del Borghese Claudio Tedeschi: «oggi Berlusconi si schiera con la Merkel in nome di una “ritrovata fedeltà europeista”, ed ecco che i servizi segreti francesi organizzano la sceneggiata della registrazione ed alcuni leccaculi di Forza Italia già chiedono che Silvio sia nominato senatore a vita, magari poi candidato al Colle. Oggi i padroni di Bruxelles che salvano Silvio sono gli stessi che nel 2011 fecero cadere il suo governo spianando la strada a Monti ed alla Fornero. Fonti grilline hanno recapitato un chiarissimo messaggio al Premier: se per far approvare il MES si usassero i voti determinanti di Forza Italia la crisi di governo sarebbe inevitabile. Per questo accettare i voti di Berlusconi per Conte potrebbe significare cadere dalla padella nella brace. In questo disordine politico provinciale dove tutti guardano il dito, nessuno vede che stiamo entrando in una guerra “razziale”. Basta leggere le cronache per capire che la guerra è cominciata. Ma non è una guerra tra il bene ed il male, è una guerra di idioti ed ignoranti contro altri idioti ed ignoranti. La vera “razza” che rischia il genocidio è quella delle persone intelligenti, minoranza costretta ad ubbidire a regole concepite da perfetti imbecilli, camerieri e servi di un potere finanziario che punta a dividere il mondo in due classi: chi ha e comanda, chi non ha e sopravvive per permettere al consumismo liberal-capitalista di perpetuarsi nei miasmi del commercio globalizzato» (Silvio ce l’ha “Mes” nel didietro, in “Il Borghese”, anno XX, n. 7, Roma luglio 2020). Non vorremmo in effetti che il Cavaliere possa, dall’alto dei suoi 84 anni (li compirà a settembre), “neutralizzare” l’imminente spallata al Governo Bis Conte ed alla dittatura eurocratica e sanitaria per ottenere aiuti al suo “impero” mediatico-finanziario…

 

GIUSEPPE BRIENZA


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