Non è lecito irridere gli inviti di Dio


 Le nazioni pagane “hanno fatto del mio paese il loro possesso per saccheggiarlo“ (Ez 36,5) e ridurlo ad un mucchio di rovine.

Ma Dio è geloso del suo popolo e della santità del suo Nome e agirà con potenza: farà fruttificare monti, valli e colline, riedificare le città distrutte, moltiplicare greggi e uomini. Egli richiamerà i superstiti tra le genti e dopo averli purificati da tutte le loro sozzure, darà loro “un cuore nuovo e uno spirito nuovo”, per cui saranno benedetti: abiteranno con gioia la terra rinnovata, osserveranno i suoi statuti e le sue leggi, saranno il suo popolo ed Egli sarà il loro Dio.

Santificherà il suo Nome tra le genti e tutti sapranno che Egli è il Signore, che santifica Israele, lo purifica, lo rinnova e gli concede finalmente la pace.

Dio regnerà tra di loro. Allora si dirà: “La terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino dell’Eden, le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono fortificate e abitate” (Ez 36,35). A suo tempo, Egli farà ciò speditamente.

Tutti siamo chiamati al banchetto di nozze dell’Agnello di Dio. Moltissimi declinano l’invito, perché hanno ben altro da fare.

Così Dio passa ad altri l’appello e fa riempire la sala di commensali.

Chi non ha l’abito di nozze viene buttato via nelle tenebre e le città dei ribelli saranno date alle fiamme. Non è lecito irridere gli inviti di Dio.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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