Oggi, sotto l’influsso massonico, il celebrante dà le spalle al Tabernacolo


 Il profeta Ezechiele ebbe la visione del nuovo tempio come voluto da Dio e della sua legge.

Egli vide la “gloria del Signore” entrare per la porta che guarda ad oriente e sentì la voce divina dire: “Questo è il luogo del mio trono… dove io abiterò in mezzo ai figli d’Israele, per sempre” (Ez 43,7).

Per questo motivo le chiese antiche erano rivolte ad oriente, dove nasce il sole, simbolo di Cristo. Il Tabernacolo che conserva le Ostie consacrate è il vero luogo dell’abitazione di Dio con noi.

Ebbene, oggi sotto l’influsso massonico, il celebrante dà le spalle al Tabernacolo e a Colui che vi abita; a volte, proprio davanti è collocata la sede; a volte il SS. Sacramento è posto del tutto fuori la navata centrale.

È come se i liturgisti del post-Concilio avessero voluto mettere Gesù Cristo fuori dalla vista, se non fuori dalla Chiesa.

E sembra che ci siano riusciti; di più: non distinguono tra sacro e profano e arrivano a dare le cose sante ai cani. Che farà Gesù?

È ambita la cattedra di Mosè. Molti sono i maestri che citano la Bibbia e si fregiano di titoli: sono dotti ma non osservano per primi la Parola.

Veri conoscitori di Dio e sapienti sono i Santi, che prendono sul serio ogni singola Sua parola e la osservano fedelmente.

Uno solo è il Maestro sapiente, Cristo. L’umile lo sa e non vuole usurparne il posto.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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