Per le cristiane copte la vita nell’Egitto islamico è un inferno


Il 20 maggio 2016, dopo il sermone del venerdì, circa 300 uomini al grido Allahu Akbar attaccarono Soa’d Thabet, una signora copta di 70 anni, che venne portata fuori di casa, spogliata, picchiata, le sputarono addosso e la fecero sfilare nuda per le strade del villaggio di al-Karm.

Il suo “crimine” era quello di avere un figlio falsamente accusato di avere una relazione amorosa, proibita dalla Sharia, con una ragazza musulmana.

A distanza di più di 4 anni la signora Soa’d Thabet sta aspettando ancora giustizia.

Per le donne nascere nei paesi islamici è una tragedia ma per le copte in Egitto la vita quotidiana è letteralmente un inferno, tra rapimenti, conversioni forzate, taglio dei capelli in pubblico per non portare l’hijab e molestie sessuali di ogni tipo.

E ho come la sensazione che chiedere giustizia per questa vecchina, provare a dare voce a chi non ne ha, sia considerato uno psicoreato perché oggi la verità è odio.

 

Lorenzo Capellini Mion

 


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