Caritas e “Migrantes” di Palermo attaccano il governatore Musumeci con filippica immigrazionista


Tutto si potrà discutere dell’ordinanza del presidente Musumeci tranne la situazione di estremo degrado degli hotspot siciliani.

Ma a leggere la nota con cui Caritas Diocesana di Palermo e l’Ufficio Migrantes attaccano il governatore, non sembra questa la preoccupazione principale. Non si sono indignati con tanta forza dinanzi ai migranti ammassati come bestie, ma con grande determinazione ora attaccano “l’ennesima negazione del diritto umano alla mobilità” (dimenticando l’illegalità degli ingressi), citano a sproposito un passaggio dell’arcivescovo Lorefice che ricorda giustamente la globalità del fenomeno migratorio.

Infine mettono dentro quanto ha detto Papa Francesco circa l’addebito che il Signore farà ai responsabili delle morti nei viaggi con un velato ma non troppo accostamento al governatore siciliano. Forse prima di lui andava però ricordata la responsabilità dell’Europa, del governo italiano, dei mercanti di carne umana, di chi sfrutta con il lavoro nero, di chi ci mangia con le cooperative dell’accoglienza  e di chi illude, come gli immigrazionisti ideologici, i migranti, facendo immaginare l’occidente come il bengodi. Ma su questi non si può; su questi la nota prudentemente tace.

Essa si conclude con una filippica di taglio immigrazionista e l’invocazione panteista di un “abbraccio dell’umanità alla madre Terra” , che non c’entra alcunchè ma fa un bell’effetto retorico (alla Greta).  E’ un passaggio oltretutto che misura la distanza tra gli intellettuali estensori della nota e i poveracci che stanno impazzendo negli hotspot-pollaio.

Questi sono gli argomenti che avremmo voluto leggere su Il “Giornale” di ieri. Ma lo strano compito di una certa destra è di attribuire a settori di cattolici progressisti il ruolo di portavoce della Chiesa, generando nei più la convinzione che essa sia a favore di un immigrazionismo selvaggio.

Papa Francesco proprio nell’annunciare il luogo dell’accoglienza dei 100 migranti della Diciotti dichiarava nel 2018: «Fate come la Svezia, che si è fermata perché non aveva più possibilità d’integrazione. La virtù della prudenza è la virtù del governante: prudenza sul numero e sulle possibilità di integrare. Il popolo che non può integrare è meglio che non riceva». Così il Papa confermava quanto insegna la Chiesa nel suo Catechismo (2241): “Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono. Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri”.

 

Diego Torre

 


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