Dio farà giustizia di tutti gli idoli e gli anticristi


La comunità di Corinto ha problemi. Paolo, che l’aveva fon dato con la predicazione e i miracoli, interviene anche con due lettere per richiamare, correggere, esortare come deve fare ogni vero pastore con le pecore affidategli da Dio. Egli li ha chiamati con una vocazione santa; ha dato loro carismi importanti, perché possano essere santi, “irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo” (1Cor 1,8).

I battezzati siamo tutti chiamati al la santità cioè a non essere “mondani” come quelli che non conoscono Dio. Egli ci dà dei carismi, doni di grazia come la sua sapienza e la scienza divina, oltre che i Sacramenti.

Il Giorno del Signore si avvicina e noi dobbiamo essere pronti a superare l’esame finale, quando Dio farà giustizia di tutti gli idoli e di tutti gli anticristi. Di questo si tratta.

Oggi c’è anche nella Chiesa una grande confusione, perché pure i vertici (i pastori) si sbandano. Figurarsi le pecore!

Molti non distinguono più il bene dal male e credono che il peccato non esiste, che dobbiamo essere felici subito, qui, nel mondo.

“Tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo” (Mt 24,44). Verrà come un ladro, cioè senza preavviso.

Ci sono molti che cercano di godersi la vita e non si ricordano che dovranno rendere conto di come hanno amministrato i beni loro affidati. Rischiano di essere cacciati nel fuoco eterno, dove “sarà pianto e stridore di denti”.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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