L’annunzio nudo e crudo di Cristo induce alla fede, non altro


San Paolo, giunse a Corinto dopo aver predicato e fatto pochi discepoli in Atene.

Lì si era reso conto che non sono i discorsi di sapienza che inducono alla fede, ma l’annunzio nudo e crudo di Cristo crocifisso, morto e risorto per la nostra salvezza.

La fede vera infatti, non si deve porre nella bravura del predicatore, ma nel mistero annunziato, che è garantito dalla parola di Dio e dai miracoli che l’accompagnano.

Quelli che prestano fede alla predicazione, entrano in possesso della sapienza di Dio, che è riservata a coloro che lo amano.

I dominatori di questo mondo disprezzano questo genere di sapienza, perché amano il mondo più di Dio. A loro Dio si chiude; lo Spirito Santo è donato ai veri credenti.

“Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito” (1Cor 2,9-10).

Senza la fede in Cristo, non si può piacere a Dio!

Non si accede ai favori di Dio per parentela ma per fede. L’annunzio viene dall’alto e parla di redenzione, di divina consolazione, di misericordia; ma anche di conversione, senza la quale non c’è salvezza.

A Nazareth questo discorso non piacque e cacciarono via Gesù. Grande fu il dolore suo e di Maria sua madre. “Nessun profeta è bene accetto in patria!”.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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