Il certo, e il non scritto, sulla profezia dei 3 giorni di buio sulla terra


La profezia dei “tre giorni di buio sulla terra” prima del ritorno del Signore Gesù Cristo è stata attribuita a vari beati e santi, come la beata senese Anna Maria Taigi, San Gaspare del Bufalo, le beate Maria di Gesù Crocifisso, Elena Aiello e la mistica Teresa Musco.

In realtà, come scrive su Aleteia Gelsomino Del Guercio, conferme ufficiali nei loro scritti, valutati per le cause di beatificazione o canonizzazione non ce ne sono.

Solo nei testi di una beata e in una santa si direbbe qualcosa. Si tratta, rispettivamente, della beata Elisabetta Canori Mora e della santa Faustina Kowalska.

Nel “Diario” della beata Elisabetta Canori Mora troviamo descritto il buio apocalittico in riferimento al Giudizio.

“Il cielo si ammantò di nera caligine, scoppiando i fulmini più tremendi, dove incenerivano, dove bruciavano; la terra, non meno che il cielo, era sconvolta. I terremoti più orribili, le voragini più rovinose facevano le ultime stragi sopra la terra. In questa guisa furono separati i buoni cattolici dai falsi cristiani”. In questa rivelazione non si parla della durata del fenomeno, come fa anche Suor Faustina Kowalska, santa polacca, nel suo famoso Diario, “La Misericordia Divina nella mia anima”.

Disse Gesù alla santa polacca: “scrivi questo: prima di venire come Giudice giusto, vengo come Re di Misericordia. Prima che giunga il giorno della giustizia, sarà dato agli uomini questo segno in cielo: si spegnerà ogni luce in cielo e ci sarà una grande oscurità su tutta la terra. Allora apparirà in cielo il segno della Croce e dai fori, dove furono inchiodati i piedi e le mani del Salvatore, usciranno grandi luci che per qualche tempo illumineranno la terra. Ciò avverrà poco tempo prima dell’ultimo giorno”.

In merito alla profezia dei tre giorni di buio su tutta la terra, il noto giornalista David Murgia, curatore della trasmissione di Tv2000 “Indagine ai Confini del Sacro”, ha scritto sul suo blog “IL SEGNO DI GIONA” che “I tre giorni di tenebre saranno di giovedì, venerdì e sabato…tre giorni meno una notte…Tutto tremerà tranne il mobile sul quale brucia la candela benedetta. Questo non tremerà”. Questo, ricorda Murgia, è quanto ha scritto Marie-Julie Jahenny (1850-1941), una contadina di Blain in Bretagna, una semplice cristiana ancora non venerabile, che sarebbe stata destinataria di molti fenomeni mistici e della stimmatizzazione.

Ecco il testo di Marie-Julie Jahenny pubblicato da Murgia. “Io verrò sul mondo peccatore con un terribile rombo di tuono, in una fredda notte d’inverno. Un caldissimo vento del Sud precederà questa tempesta e pesanti chicchi di grandine scaveranno la terra. Da una massa di nuvole rosso-fuoco lampi devastatori saetteranno, incendiando e riducendo tutto in cenere. L’aria si riempirà di esalazioni letali che, a cicloni, sradicheranno le opere dell’audacia e della follia e della volontà di potenza della Città della notte…Quando in una fredda notte d’inverno, il tuono romberà…allora chiudete molto in fretta porte e finestre…I vostri occhi non devono profanare il terribile avvenimento con sguardi curiosi…riunitevi in preghiera dinanzi al Crocifisso, ponetevi sotto la protezione di Mia Madre Santissima….Accendete le candele benedette, recitate il Rosario. Perseverate tre giorni e due notti…Io, vostro Dio, avrò purificato tutto. Verranno tre giorni di continue tenebre. Durante tali tenebre spaventose, solo le candele di cera benedetta faranno lume. Una candela durerà per tre giorni; però nelle case degli empi non arderanno. Durante questi tre giorni i demoni appariranno in forma abominevole e faranno risuonare l’aria di spaventevoli bestemmie. Raggi e scintille penetreranno nelle dimore degli uomini, però non vinceranno la luce delle candele benedette che non saranno spente né da venti né da tormente o terremoti. Una nube rossa come il sangue attraverserà il cielo; il rombo del tuono farà tremare la Terra. Il mare riverserà le sue onde spumose sulla Terra. La Terra si muterà in un immenso cimitero. I cadaveri degli empi come dei giusti copriranno il suolo. La carestia che seguirà sarà grande; tutta la vegetazione della Terra sarà distrutta, come pure saranno distrutti i tre quarti del genere umano. La crisi verrà per tutti repentina, i castighi saranno universali e si succederanno uno dopo l’altro senza interruzione”.

Matteo Orlando


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