Le piazze contro gli sponsor del virus


Da aprile si erano mosse Madrid. Parigi, Dublino e Varsavia.

Sabato scorso è toccato a Londra, Vienna e Zurigo, soprattutto Berlino (per la 3° volta) che ha visto confluire manifestanti da altre nazioni.

Qui le cose non sono andate lisce per l’inadempienza delle prescrizioni anticovid e la polizia è intervenuta contro la manifestazione sciogliendola. Ci sono stati tafferugli e sono stati arrestati 300 manifestanti.

Non vogliono il lockdown ed il distanziamento, la mascherina e tutto quanto limiti la libertà. Portano cartelli antigovernativi e ritengono il virus un’arma di distrazione di massa.

A Berlino ha parlato Robert F. Kennedy Jr, nipote del presidente John: “I governi amano le pandemie, le amano per la stessa ragione per cui amano la guerra, perché permette loro di avere il controllo della popolazione che altrimenti non avrebbero. Le istituzioni si stanno organizzando per orchestrare un’obbedienza imposta.

Quattro capitali europee che vedono decine di migliaia di persone in piazza è notizia degna di attenzione. Si può essere più o meno d’accordo con le tante variegate tesi sostenute dai partecipanti, ma la notizia vera è lo scarso rilievo dato a questi eventi dalla grande stampa e dalle televisioni, nonchè i video presto rimossi da Facebook e Youtube. Si comincia tacitando le opposizioni, soprattutto sul piano comunicativo. L’ineffabile Direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva detto: “Stiamo anche lottando contro i troll e i complottisti che diffondono la disinformazione e minano l’azione contro i focolai.” Poi c’è la fase poliziesco-giudiziaria.

 

Diego Torre

 


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