Una politica incosciente ha permesso di restringere i canali


Le bombe d’acqua saranno frequenti in questo periodo che va verso l’autunno.

Un signore danneggiato dall’acqua, così risponde al cronista: “i tombini sono piccoli, non vengono mai puliti e ogni volta che piove, tutto si allaga. Abbiamo chiesto allo Stato il risarcimento per calamità, ma nulla abbiamo ottenuto”.

E credo che non l’otterranno. Semmai dovrebbero intentare causa al Comune per non avere pulito in tempo le caditoie. È un fenomeno che si ripeterà dovunque, perché il disservizio e generalizzato.

Una politica incosciente ha permesso di restringere i canali per creare abitazioni che l’acqua, esondando, allaga abitualmente.

Lo stesso avviene per i fiumi, dove i contadini hanno sottratto terreno ai suoi alvei naturali.

C’è anche lo stesso problema per le grondaie di tutte le case perché, per risparmiare, si sono inserite poche bocchette di scolo e quindi c’è l’intasamento delle acque.

Altra negligenza è stata, e la osservo in molti edifici, i tubi di scolo inglobati nel muro.

Questo perché sono soggetti ad otturarsi per la continua presenza di escrementi di colombi e, perciò, i muri si impregnano di acqua intrisa di escrementi.

A volte al problema si aggiunge anche l’imperizia dei costruttori che hanno sbagliato le pendenze delle grondaie, come se l’acqua dovesse andare in salita. Perciò è tempo di incaricare i muratori e far fare una controllata ai tetti.

 

Padre Antonio Nuara

 


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