La fiera del porno a Bergamo, la donna mercificata e la distorsione dei fatti del PD


I giornali bergamaschi Eco di Bergamo e Prima Bergamo hanno pubblicato i contenuti della lettera del Consigliere di parità della Provincia di Bergamo (PD), che ha lo scopo di distorcere la realtà dei fatti, per cercare di mettere una toppa alla grave caduta di stile e, soprattutto, alla gravi omissioni della Giunta del Comune di Bergamo, che ha continuato a permettere che l’immagine della donna venisse mercificata ed offesa sui mega-cartelloni pubblicitari e sulle affissioni della fiera porno Bergamosex.

Tali pubblicità infatti hanno invaso tutta la città, nonostante gli impegni presi dalla stessa Amministrazione comunale negli ultimi cinque anni, proprio contro la pubblicità lesiva dell’immagine della donna, in nome del femminismo continuamente sbandierato per mera propaganda mediatica.

Il consigliere provinciale Ribon, dovrebbe indirizzare la sua lettera di ammonimento non ai giornali ma proprio all’Assessore alle pari opportunità del Comune di Bergamo ed al Consigliere delegato alle pari opportunità della Provincia di Bergamo, entrambi del suo stesso partito, il PD, che lei invece cita come attori positivi in tale triste e grave vicenda.

A tal proposito segnalo che, assieme ai consiglieri comunali Enrico Facoetti e Luisa Pecce, avevo provveduto a presentare un’interpellanza alcuni mesi fa proprio all’Assessore Marchesi per impedire che tale pubblicità, gravemente lesiva dell’immagine della donna, volgare e contenente contenuti e messaggi che possono offendere la sensibilità delle persone, soprattutto dei minori, non venisse permessa, in modo che gli impegni presi dal Consiglio comunale di Bergamo in tal senso venissero coerentemente rispettati. Ma tale richiesta, alla luce dei fatti, è stata totalmente ignorata. Per di più adesso, dopo aver subito per settimane la presenza di tale degradante pubblicità, che ha offeso tutta la città di Bergamo, oltretutto in un momento tanto delicato e difficile, dobbiamo anche sorbirci la sinistra che, anziché ammettere le proprie mancanze ed errori, oppure tacere, ha anche la faccia tosta di ribaltare la realtà dei fatti nel goffo e disperato tentativo di continuare ad apparire dalla parte della donna.

Pertanto non è giustificabile che nella città di Bergamo, dopo anni dall’approvazione in Consiglio comunale di ordini del giorno, per di più urgenti (!), che vanno nella direzione di “monitorare la pubblicità a tutela della dignità femminile” continuino a ripetersi tali volgari e invasive affissioni, che mercificano il corpo della donna equiparandolo ad un oggetto, nel silenzio omertoso di femministi e della sinistra cittadina, che evidentemente ha utilizzato per anni, e anche durante l’ultima campagna elettorale, proprio con l’O.d.g. urgente n.16 del 4 aprile 2019 precedentemente citato, tale tema solo a fini di mera propaganda, lasciando poi che l’immagine della donna continuasse ad essere mercificata e offesa sulle pubbliche affissioni del Bergamo sex, nonostante la nostra interpellanza, nell’indignazione generale della cittadinanza che continua a indirizzarci segnalazioni.

Aggiungo inoltre che la scorsa settimana ho anche provveduto a presentare un esposto, per richiedere un intervento interdittivo nei confronti del Bergamo sex, a Questura e Prefettura, a seguito di numerose lamentele raccolte dalla cittadinanza. Nonostante il divieto imposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri circa l’obbligo di chiusura dei locali notturni, questo fine settimana ha invece avuto luogo l’evento Bergamo sex, in netto contrasto con la vigente normativa, creando una evidente diseguaglianza rispetto alle discoteche che hanno adempiuto all’obbligo di chiusura. Inoltre in questa occasione è stato riscontrato che non sono state osservate neppure le ordinarie prescrizioni “anti-covid” raccomandate, proprio come previsto nell’esposto, come riportato da testimonianze scritte diffuse anche a mezzo stampa.

Si continua purtroppo a riscontrare una logica dei due pesi e delle due misure, prima già riscontrata dagli attivisti pro-life bergamaschi cacciati, su richiesta del Collettivo Donne Bergamo, dal Questore in una zona senza passaggio e con la prescrizione di non esporre determinati manifesti che sarebbero “offensivi”, mentre la donna può essere tranquillamente mercificata ed offesa nel silenzio omertoso dei femministi e delle sinistre, poi nei confronti di tutte le discoteche, discriminate rispetto a quelle in affari con la ricca industria del porno.

 

Filippo Bianchi – Consigliere comunale di Bergamo (LEGA)

 

L’esposto che aveva inviato al Questore il consigliere Filippo Bianchi

Egr. Sig. Questore, con la presente, a seguito di diverse lamentele raccolte dalla cittadinanza, Le segnalo che, nonostante il divieto imposto dal decreto disposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri circa l’obbligo di chiusura dei locali notturni, questo fine settimana si terrà la manifestazione erotica “Bergamo Sex”, presso la discoteca Bolgia di Osio Sopra, fino a tarda notte (nei giorni 28, 29 e 30 agosto). Ciò si pone in netto contrasto con la vigente normativa e inoltre crea una evidente diseguaglianza rispetto alle discoteche che hanno adempiuto all’obbligo di chiusura.

Inoltre in questa occasione si può facilmente presumere che non potranno essere osservate le precauzione “anti-covid” raccomandate a causa dell’affluenza di visitatori durante le ore notturne ed il conseguente assembramento. Si segnala altresì la presumibile violazione delle norme sulla decenza ed il buon costume, ordinariamente violate già nelle precenti edizioni, come facilmente riscontrabile dallo stesso materiale video presente sul web. Certo di un Suo immediato intervento interdittivo al fine di evitare le segnalate violazioni delle sopracitate normative, porgo i migliori saluti.

 


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