Oltre il “distanziamento”: Cristo vive con gli Scout impegnati nelle “Route”


Il Sinodo dei giovani, che si è tenuto in Vaticano per ben 25 giorni nell’ottobre 2018, continua ad avere un influsso benefico nell’attività di formazione spirituale e umana dei nostri ragazzi. Anche in questo periodo “infinito” di emergenza sanitaria, a diversi gruppi giovanili non è stata fatta mancare nel nostro Paese l’esperienza, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, della fraternità e della preghiera comune dei campeggi e delle attività di azione/formazione estive. Un esempio su tutti è rappresentato dalle Route, letteralmente “strade” ma, in pratica, campi di lavoro o campeggi estivi compiuti dagli Scout di tutto il mondo. Il gruppo Scout di Cortona (Arezzo), guidato dall’Arcivescovo Emerito di Lucca, Mons. Italo Castellani, ha tenuto per esempio la Route 2020 in Toscana dall’8 all’11 agosto, alimentando la parte spirituale delle attività leggendo e meditando il Magistero di Papa Francesco e, in particolare, il testo frutto del Sinodo dei giovani, ovvero l’Esortazione Apostolica Christus Vivit( Cristo vive),pubblicata dal Santo Padre il 25 marzo 2019.

Nelle letture tratte “Dalla parola della Chiesa” preparate per il Gruppo Noviziato-Clan (15 Ragazzi e Ragazze tra i 16/20 anni) dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) di Cortona, per esempio, i giovani sono stati sollecitati all’impegno sociale con alcune delle considerazioni che, in proposito, ha svolto Papa Francesco nell’Esortazione post sinodale. È stato valorizzato fra gli altri l’aspetto del volontariato come «tratto specifico dei giovani d’oggi», in grado di «far emergere i talenti, le competenze e la creatività dei giovani e incentivare l’assunzione di responsabilità da parte loro… Oggi, grazie a Dio, i gruppi di giovani di parrocchie, scuole, movimenti o gruppi universitari hanno l’abitudine di andare a fare compagnia agli anziani e agli ammalati, o di visitare quartieri poveri, oppure vanno insieme ad aiutare gli indigenti nelle cosiddette “notti della carità”» (Papa Francesco, Christus Vivit, n. 170).

Nel servizio “materiale”in favore del prossimo, specifica però il Papa, va evitato di cadere nella mentalità “da ONG”, avendo come prima sensibilità quella alla persona nella sua integralità, ed alle sue necessità psicologiche e spirituali in particolare. «Si tratta di ascoltare l’altro che ci sta dando sé stesso nelle sue parole– insegna in merito il Pontefice sempre nella Chistus Vivit. Il segno di questo ascolto è il tempo che dedico all’altro. Non è una questione di quantità, ma che l’altro senta che il mio tempo è suo: il tempo di cui ha bisogno per esprimermi ciò che vuole. Deve sentire che lo ascolto incondizionatamente, senza offendermi, senza scandalizzarmi, senza irritarmi, senza stancarmi» (Papa Francesco,Esortazione Apostolica Post sinodale Christus Vivit, 25 marzo 2019, n. 292).

Siccome il “Cammino” degli Scout di Cortona è stato contrassegnato da un simbolo,cioè una “pietra”raccolta alla partenza nel Santuario di Santa Margherita da Cortona e custodita nel proprio zaino durante tutto il percorso, sarebbe bello pensare che ognuno degli Scout abbia portato con sé (e continuerà a farlo nel prosieguo della sua vita) anche la parola di quel Cefa (Pietro) che, come sappiamo, è al centro continuo di strumentalizzazioni, calunnie e manifestazioni di ostilità.

 

Giuseppe Brienza

 


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