L’inferno c’è!


“L’inferno c’è!” è uno scritto del santo sacerdote Padre Giuseppe Tomaselli, che esercitò esorcismi per tantissimi  anni.

Partendo dalla sua esperienza e dal magistero della Chiesa il testo dimostra l’esistenza di una realtà indiscussa: ci sono anime che si dannano!

Nella confusione dilagante nella chiesa anche tale verità viene messa in discussione, snobbando peraltro i ripetuti ammonimenti contenuti nei messaggi della Madonna.

Sarà quindi opportuno ricordare alcuni passaggi del Catechismo della Chiesa Cattolica:

1034 “Gesù parla ripetutamente della « geenna », del « fuoco inestinguibile »,  che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l’anima che il corpo. Gesù annunzia con parole severe: « Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno […] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente » (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: « Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! » (Mt 25,41).

1035 “La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, « il fuoco eterno ». … E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna » (Mt 25,31-33.46).

1861 “Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.”

1864 « Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata » (Mt 12,31).  La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo.  Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.”

Quindi non è tutto uno spauracchio per cristiani menomati, ma inutile per quelli “adulti” !

Anche perché non si capirebbe l’utilità di vivere cristianamente, e sforzarsi di crescere nelle virtù, se alla fine non cambia alcunchè.

E in questo tempo di trionfante liberalismo, anche nella chiesa, per quel poveraccio che volesse dannarsi per forza nessun libertà?

 

Diego  Torre


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