Nelle scuole il precariato dovrebbero scomparire, perché si rende “precario” tutto l’impianto scolastico


Ascolto al TG: “la cultura deve riprendere”.

In questi giorni, con le prese con rimodulazioni di aule, banchi monoposto, inizio dell’anno scolastico, da parte di molti si dice: sarebbe il caso di rivedere tutta la Scuola. Ho insegnato, e con passione, per ben 30 anni in varie scuole. Penso di avere un po’ di esperienza in merito.

Credo che ci sia da ripensare un po’ tutto. Comincerei dai programmi. Pur con la libertà di insegnamento, ritengo che oggi molti docenti dovrebbero avere nel loro DNA più pedagogia e più psicologia. Molti non si sanno rapportare con i loro alunni. A volte tra loro c’è un distacco che gli alunni percepiscono e che crea una barriera psicologica che rende infruttuoso lo stare a scuola. Spesso si incontrano docenti che hanno un linguaggio non appropriato e consono al ruolo educativo che essi hanno. Anche la preparazione specifica evidenzia delle lacune. Qualche hanno fa circolava un testo dal titolo: PROFESSORI E PROFESSIONALITÀ. Forse da ristampare e far circolare tra il personale docente.

È poi mortificante la retribuzione che lo Stato prevede per tutto il personale scolastico. La spesa si dovrebbe raddoppiare.

I programmi scolastici appaiono approssimativi, sviluppano la capacità di analisi, meno quella di sintesi. I contenuti privilegiano il contemporaneo, dimenticando o ignorando il passato e i classici. La conseguenza è la povertà del vocabolario degli alunni. Ancora, in molti Istituti ci sono alunni di serie A e alunni di serie B e anche le classi ghetto.

Le classi-pollaio dovrebbero assolutamente scomparire. Il massimo per classe dovrebbe essere il numero di 20 alunni, onde potere fare un lavoro individualizzato valido.

Non dovrebbero mancare le aule-laboratorio sufficienti e i vari sussidi didattici per una scuola che inserita nel territorio, guarda al futuro.

Ogni Istituto dovrebbe essere aperto al territorio e in dialogo con esso. Inoltre dovrebbe avere personale docente e Ata in maniera soddisfacente, comprese le figure specialistiche (psicologo, animatore culturale e sociale). I precari dovrebbero scomparire, perché rendono “precario” tutto l’impianto scolastico.

Ogni Istituto dovrebbe avere un bilancio con risorse che possano soddisfare le esigenze legittime di manutenzione dei locali e delle attività scolastiche. Non si può chiedere alle famiglie la carta igienica o i prodotti per la pulizia… È deprimente.

Certo in un articolo non si può fare un discorso analitico e dettagliato. Credo, tuttavia che quelle pillole curerebbero molte delle crepe che la Scuola oggi presenta.

 

Padre Antonio Nuara

 


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