Le “24 Ore della Passione” della mistica Luisa Piccarreta in un testo di don Soldavini


Pregare le 24 Ore della Passione di nostro Signore Gesù Cristo è volgere lo sguardo a colui che hanno trafitto (cf. Gv 19,37), è dialogare con l’Amore, accompagnati dalla brezza dello Spirito che istruisce e dà luce per comprendere «la parola della croce» (1 Cor 1,18), albero della verità e della vita, rivelazione dell’amore di Gesù, Volto amante e misericordioso del Padre.

«Colui che vuole onorare veramente la passione del Signore deve guardare con gli occhi del cuore Gesù Crocifisso, in modo di riconoscere nella sua carne la propria carne» (S. Leone Magno, papa, Disc. Sulla passione del Signore, 15, 3-4-).

Queste Ore, scritte dalla serva di Dio Luisa Piccarreta, sono balsamo per l’anima che mantengono vivo il reciproco amore tra l’Amato e l’amante, sono fuoco che fonde, medicina che guarisce, preghiera di consolazione a Gesù: esse ci aiutano ad amarlo con lo stesso amore e, nell’unico respiro, ci permettono di fare spazio al Suo dolore.

Le 24 Ore della Passione sono un reciproco bacio d’amore: ogni parola, come scintilla, fa ardere nel «Fiat voluntas tua» e, abbandonati in incandescenti dialoghi d’amore che pervadono tutto l’essere, si vive una vita appassionata nel compimento della Divina Volontà.

“Dialoghi d’amore”, di don Tiziano Soldavini, sacerdote diocesano, specializzato in Psicologia, Comunicazione e Formazione in scienze umane, è un commento che il sacerdote ha fatto sulle 24 Ore della passione di Nostro Signore Gesù Cristo scritte dalla mistica Luisa Piccarreta.

Il Conduttore radiofonico di Radio Mater e Radio Kolbe, accompagnatore nel cammino di crescita umana e spirituale, animatore d’incontri di formazione, giornate e ritiri spirituali, non è al suo primo libro. Don Soldavini, infatti, ha pubblicato numerosi testi. Tra questi ricordiamo “Il perdono guarisce. È un dono possibile, un Vangelo” e “L’Arte della gioia. Una luce che cambia la vita”.

Nella premessa di questo nuovo libro, don Soldavini scrive: “Pregare «Le 24 ore della Passione di nostro Signore Gesù Cristo» è volgere lo sguardo a colui che hanno trafitto (cf. 19,37), l’Agnello di Dio innalzato da terra (cf. Gv. 12,32). Solo nel distogliere lo sguardo dalle cose vane per rimanere con lo sguardo fisso in Gesù, cuore a cuore con Lui, possiamo immergerci nel mistero del troppo grande amore. Nell’esperienza intima con Gesù si cresce nell’amore fino a raggiungerne la vetta più alta: la consegna di sé che realizza la cristificazione. Essere concorporei, consanguinei di Gesù, è avere carne nuova e sangue nuovo, fusione d’amore non paragonabile a nessun legame originato nel sangue di parentela. Pregare le 24 Ore della Passione è dialogare con l’Amore, accompagnati dalla brezza dello Spirito che istruisce e dà luce per comprendere «la parola della croce» (1Cor 1,18), albero della verità e della vita, rivelazione dell’amore di Gesù Volto amante e misericordioso del Padre, che, «in quel modo» (Mc 15,39), ha svelato se stesso come dono assoluto, per dare agli uomini il Suo regno, rivelazione della gloria di Dio tra gli uomini. Queste ore sono balsamo per l’anima che mantengono vivo il reciproco amore tra l’Amato e l’amante, balsamo che rinvigorisce la piccolezza. Sono fuoco che fonde, sciolgono il male, disperdono il veleno del peccato, liberano dai condizionamenti, sono valida medicina che guarisce ogni vuoto, malessere e mancanza di gioia, condizioni che impediscono di vivere giornate e istanti appassionati. Nel pregare Le 24 Ore della Passione, inoltre, come figli teniamo compagnia e consoliamo Maria, la Desolata, Agnella associata a suo Figlio, l’Agnello, come madre e come partecipe della Sua Passione. Sono una preghiera di consolazione a Gesù innocente, solo, abbandonato, venduto, condannato, deriso, maltrattato, torturato, crocifisso, agonizzante, morto e sepolto; sono un canto d’amore di Gesù per coloro che ama di amore eterno, e fanno dire all’Amato: «Io sono per il mio diletto e la sua brama è verso di me» (Ct 7,11), ci aiutano ad amarlo con lo stesso amore e, nell’unico respiro, ci permettono di fare spazio al Suo dolore. Dalla lettura e meditazione di queste Ore nasce una vita intima che si assimila e si dilata nell’amore, vita concreta e feconda che si estende e si consuma nell’amore senza fine. Le 24 Ore della Passione sono il reciproco bacio d’amore del Crocifisso, il quale ha preso su di sé il nostro peccato e, incorporandoci in Lui, dona la salvezza a noi fratelli e figli che rispondiamo alla proposta dell’Amore e per grazia viviamo il Fiat e di Divina Volontà. Ogni parola, come scintilla, fa ardere nel «Fiat voluntas tua» e, abbandonati in incandescenti dialoghi d’amore che pervadono tutto l’essere, si vive una vita appassionata nel compimento della Divina Volontà”.

Angelica La Rosa


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Pensare che Gesù Cristo è rimasto inchiodato alla croce mentre i polmoni venivano compressi soffocandoLo a poco a poco; è inimmaginabile per noi,Lui che tutto può !

“Il Corpo dell’Agnello immolato è ridotto a brandelli, è tutto sanguinante, e questo provoca un’acidosi respiratoria, cioè un aumento dell’acidità del sangue che causa cefalea e sonnolenza, i polmoni incominciano a collassare, i violenti traumi interni ed esterni subiti al torace hanno provocato delle lesioni e tormentano in modo straziante il cuore; la terribile e lenta morte in Croce è una tortura: l’appeso è irriconoscibile.
«L’amore da cui è avvampato il tuo Cuore tutto Ti dissecca e brucia», brucia d’amore il cuore umano di Gesù, ma non si consuma, non si estingue mai, «e Tu, non potendo contenerlo, senti forte il tormento, non solo della sete corporale, per lo spargimento di tutto il tuo Sangue, ma molto più della sete ardente della salute delle anime nostre».
Gesù ha sete di anime, ha sete per la sete di ogni uomo e vuole dissetare ciascuno con il Suo amore, dare la salute non solo in questa vita, ma anche per la vita eterna.
L’Agnello di Dio manifesta il desiderio del Suo immensurabile amore, la sete di salvezza degli uomini: «Tu, come acqua vorresti beverci per metterci tutti in salvo dentro di Te».
Dall’alto della Croce, dove l’Innocente offre la sua vita in sacrificio per ciascuno di noi, l’Amore guarda ogni uomo con amore e con la sete di salvarci, con la sete di accoglierci nella vita eterna: «perciò raccogliendo le tue affievolite forze, gridi: “Ho sete!”»”.
(DIALOGHI D’AMORE pp. 508-509)