San Paolo VI non è stato un Papa progressista e condannò il protestantesimo


San Paolo VI è stato un grande Papa che ha traghettato la Chiesa in uno dei periodi di maggior tempesta nella sua storia bimillenaria.

Purtroppo in certi ambienti para lefebvriani gli si addebitano colpe moderniste, ignorando dolosamente le parole che Montini pronunciò contro il pensiero non cattolico che era entrato nella Chiesa e che “anche se dovesse diventare maggioritario non sarà mai quello cristiano”, nonché responsabilità sulla protestantizzazione della Chiesa, invece da lui denunciata nella bellissima nota del 24 aprile 1965 (cercare e leggere!) che farebbero bene a leggersi quelli che invece lo celebrano come Papa progressista.

In questa nota fa riferimento al pensiero protestante che si identifica con quello laicista. È questa una affermazione che oggi andrebbe letta ad alta voce, soprattutto nella mia città, la città di Paolo VI, dominata da quelli che io chiamo cattoprotestanti, che lo celebrano come fosse stato uno di loro!

Di fatto Paolo VI è santo, è il santo dell’Humanae Vitae, e per sottolineare questo elemento che fu il più importante del suo pontificato, Dio ha voluto che la Chiesa per farlo prima beato e poi santo, accertasse due miracoli di intercessione per la guarigione di bambini nel ventre materno.

Un gruppo protestante che si chiama “Noi siamo chiesa”, molto in voga anche tra alcuni parroci “cattoprotestanti”, espresse disappunto in merito alla canonizzazione di Montini, proprio perché Humanae Vitae era stata, secondo loro, un’enciclica “divisiva”…

ATTILIO NEGRINI


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