Interi quartieri e città inglesi sono zone di guerra…


La polizia inglese ha arrestato un uomo di 27 anni con l’accusa di omicidio e altri sette capi di imputazione per tentato omicidio in relazione agli accoltellamenti di Birmingham, che non è più Inghilterra da parecchio tempo.

Nell’attacco al gay village ha perso la vita un giovane di 23 anni, di cui non sono stati diffusi né nome né fotografie, che io sappia.

Tra le altre 7 vittime vi sono un ragazzo di 19 e una donna di 32 anni che risultano gravemente feriti e lottano per non morire.

Un pensiero.
La polizia afferma che non ci sono prove che suggeriscano che l’orribile attacco, in cui l’assassino ha cercato di sgozzare i passanti senza tradire alcuna emozione, sia catalogabile tra gli atti di terrorismo o tra i crimini d’odio. Figurarsi.
La solita prudenza per non dover affrontare il problema fino alle estreme conseguenze che per prime pagano le donne, gli ebrei e gli omosessuali. A seguire chiunque non si sottometta.
Ma non si può dire per cui fate finta di non averlo letto.

Comunque nonostante la timidezza interessata dei media interi quartieri e città inglesi sono zone di guerra, “part and parcel” come dice il sindaco emiro.
Peccato non aver preso appunti a tempo debito.

 

Lorenzo Capellini Mion

 

 

 


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