Nella Firenze di Dario Nardella, arci-laica e arci-sinistra…

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, indirizzata a Informazione Cattolica da Andrea Asciuti, consigliere comunale della Lega a Firenze.

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Come si dice… è passato solo un anno, ma sembra un secolo, intanto è cambiato il mondo e la mia città!

Era il settembre 2019, il sindaco di Firenze Dario Nardella, dopo la riconferma avvenuta con le elezioni di maggio, presentava il programma della sua amministrazione, arci-laica e arci-sinistra…

Nel frattempo veniva ampiamente pubblicizzato un Festival della Sessuologia (14-15 settembre, sulla via Bolognese), che, dietro la maschera della scienza, propagandava l’edonismo più sfrenato, la ricerca del piacere (e particolarmente di quello sessuale) come fine ultimo dell’esistenza.

Gli uomini e le società di tradizione cristiana, una volta rigettato Cristo, o vanno in cerca di altri dèi e religioni, oppure assolutizzano i beni di questo mondo, come il potere, il denaro, il successo, il piacere.

Il festival fiorentino proponeva e propagandava il dio-piacere, una divinità antica, l’unico fine da ricercare e da massimizzare in una vita senza Aldilà. Come si capiva dai titoli delle conferenze e dei dibattiti, tutto è lecito pur di provare piacere, tutte le tecniche, tutti i comportamenti diventano leciti, anzi raccomandati (come l’ideologia di genere e la sessualizzazione precoce dei bambini), nella misura in cui ci permettono di raggiungere il piacere. Riflettendo su questo squallore, mi è venuto spontaneo collegare il sesso con la droga (onnipresente a Firenze), spesso “consumati” assieme: ad accomunarli è la ricerca irresponsabile del Piacere, tutti i mezzi diventano leciti pur di procurarsi droga e sesso, mentre si ostenta disinteresse per le conseguenze negative che immancabilmente seguiranno a tali comportamenti, solo il presente è importante, perché, come recita un proverbio libertino, “ogni occasione lasciata, è persa”.

Di fronte a questo vuoto, mentale, morale, spirituale, mi sono sentito impotente; come posso io, consigliere comunale cattolico, affrontare problemi che sovrastano le forze umane? Come possiamo risollevare i cittadini fiorentini da questo materialismo esistenziale e dalla schiavitù della droga? Come possiamo difenderli dalla propaganda dell’ideologia di genere, che pretende di cancellare l’identità sessuale dell’essere umano e di disintegrare la Famiglia? E qui mi fermo, perché non ho intenzione di elencare i mali più gravi che affliggono Firenze (e non solo la mia città), voglio invece raccontare come è nata l’ispirazione di rivolgere una domanda, in Consiglio comunale, al Sindaco, un atto religioso, un gesto cristiano che i nostri antenati hanno compiuto più volte quando si sentivano schiacciati davanti alle avversità.

Il 16 settembre ho domandato di consacrare Firenze al Cuore Immacolato di Maria, un tipo di consacrazione raccomandata dalla Madonna di Fatima (1917); nel passato cristiano dell’Italia si riscontrano pure altri tipi di consacrazione e affidamento, per esempio al Santo Patrono della città. Quello che conta è che ci sia un umile riconoscimento delle nostre colpe e della nostra incapacità di risollevarsi; la domanda di aiuto al Padre che è nei cieli, alla Madre che intercede, deve essere accompagnata dalla promessa di impegnarsi in un cammino di conversione.

Quando l’Italia era più cristiana, l’Autorità politica e quella religiosa agivano di comune accordo e l’atto della consacrazione competeva ai vescovi; ai nostri giorni, considerato che alcuni vescovi sono diffidenti verso le devozioni, si può domandare ai sindaci di procedere anche senza la presenza (però auspicabile) dell’Autorità ecclesiastica. In ogni caso è più che raccomandabile la presenza dell’Autorità politica, in rappresentanza di tutta la città, secondo l’esempio dei nostri antenati.

Sono pienamente consapevole che la mia proposta, nell’Italia del 2019, è suonata come provocatoria. Già avevamo assaporato le polemiche e lo sdegno che si era riversato su Matteo Salvini, quando aveva osato alzare la mano con il Rosario, quando, per primo dopo tanti anni, aveva proferito le parole religiose “affidamento” e “consacrazione”.

Ma il carattere provocatorio scompare, se ci si informa e se si allargano gli orizzonti nello spazio e nel tempo; facciamo qualche esempio. I Papi hanno ripetuto più volte la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato: Pio XII, 31 ottobre 1942; Paolo VI, 21 novembre 1964; Giovanni Paolo II, 13 maggio 1982; Giovanni Paolo II insieme a tutti i vescovi del mondo, 25 marzo 1984; Francesco, 13 ottobre 2013. Negli ultimi anni due intere nazioni si sono consacrate, la Polonia e il Perù. Nel 1874 il Presidente Gabriel Garcia Moreno ha promosso la consacrazione dell’Ecuador, consacrazione rinnovata, con la stessa formula, nel 1985 da Giovanni Paolo II durante un viaggio in America Latina. L’Italia è stata consacrata dai vescovi unanimi nel 1959. Nel 1527 il Senato di Firenze aveva proclamato Cristo unico Re della città e sua Madre come Regina.

Come potrete vedere in alcuni filmati presenti su internet, la mia proposta in Consiglio comunale, appoggiata da alcuni consiglieri di Centro-Destra, è stata sonoramente bocciata dalla maggioranza di Sinistra. Sono stato insultato e deriso dagli altri consiglieri (specialmente dai “cattolici-adulti”) e dai giornali locali, il Sindaco inoltre non si è scomodato a rispondere. In molte persone la Fede cristiana è stata sostituita dall’Orgoglio, si pensa di poter vivere bene senza l’aiuto della Madonna, senza pregare quella Signora che a Firenze è onnipresente, nelle chiese, nei monumenti, nelle strade, nei muri, nei tabernacoli, nei nomi dei luoghi…

I nostri antenati, al contrario, Le erano molto devoti, a Lei rivolgevano la mente e il cuore e la Sua immagine ovunque ponevano. Cari fiorentini del XXI secolo, siate sinceri: rifiutare sdegnosamente la consacrazione alla Madonna ha portato “fortuna” alla città di Firenze?

Dopo qualche mese, con lo svilupparsi dell’epidemia, la città si è svuotata di turisti e studenti, è diventata irriconoscibile, hotel, ristoranti, bar, negozi, convitti, scuole, centri culturali e turistici hanno chiuso. L’economia, in gran parte fondata sul turismo, è crollata, la disoccupazione è salita a livelli mai visti; la misera ripresa di questi ultimi due mesi si è rivelata del tutto insufficiente e lo spettro della povertà incomincia ad aggirarsi per le vie.

L’epidemia, il lockdown, che hanno segnato indelebilmente i primi mesi del 2020, hanno stimolato altri politici cattolici, sparsi per tutto il Paese e così, mentre Firenze rimaneva inchiodata al laicismo, è iniziata una lunga serie di consacrazioni e affidamenti, promossi da sindaci di città e di paese. Sembra che il primato spetti al Sindaco di Sassuolo, che si è attivato l’11 marzo. Di fronte a questo movimento dal basso, non coordinato, io l’amico Filippo Bianchi, consigliere comunale a Bergamo, ed altri politici abbiamo pensato di promuovere su internet un “Appello ai Sindaci d’Italia affinché affidino a Dio, attraverso la Madonna e i santi, la lotta al coronavirus”.

Il testo è stato pubblicato il 9 aprile, Giovedì Santo, ed è stato sottoscritto da una sessantina di politici, fra i quali i senatori Toni Iwobi, Pietro Pisani e Gianpaolo Vallardi, il deputato Vito Comencini, il parlamentare europeo Antonio Maria Rinaldi, il sindaco di Palazzago Michele Jacobelli e molti altri.

Spinti dalle innumerevoli sollecitazioni dei fedeli, infine, si sono mossi pure i vescovi italiani; il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti ha annunciato una liturgia per affidare l’intera Italia alla protezione della Madre di Dio, cerimonia indetta per il primo maggio nel santuario mariano di Caravaggio, situato in una delle zone che più ha sofferto il contagio. I fedeli venivano invitati ad unirsi in preghiera, seguendo la liturgia trasmessa dal canale televisivo dei vescovi, TV2000. E la sera del primo maggio, effettivamente, si è vista la liturgia, annunciata come in diretta… salvo poi scoprire, qualche giorno dopo, grazie ad una fuga di notizie, che la cerimonia era stata in realtà registrata il 27 aprile.

Parliamoci chiaro: è stata una vergognosa truffa ai danni dei fedeli. Sono decenni che sentiamo, da parte della gerarchia e dei teologi, una retorica ampollosa sul Popolo di Dio, sulla valorizzazione dei laici, ecc. e poi, da episodi come questo, ci accorgiamo quanto, sotto sotto, veniamo disprezzati e considerati bambini capricciosi da silenziare parcheggiandoli davanti alla TV. Sono ancora più sbalordito dalla disinvoltura con cui si è calpestato l’Ottavo Comandamento. La frode organizzata dai vertici della CEI ha offeso Dio e il Popolo di Dio; forse non tutti i vescovi ne sono responsabili, ma non risulta che qualche monsignore abbia pubblicamente protestato per questo meschino inganno.

Così siamo arrivati all’oggi, alla fase della ripartenza che non riparte. Un certo Gesù ci aveva avvisati: “senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5). Bisogna ripartire dal Fondamento, da Dio, e si riparte con la preghiera. Ecco perché invito tutte le persone di buona volontà ad insistere sulle consacrazioni: si facciano, dove non sono state fatte; si ripetano, dove già fatte, perché è prassi della Chiesa ripeterle e rinnovarle. Senza l’aiuto del Cielo non potremo che affondare…

 

2 thoughts on “Nella Firenze di Dario Nardella, arci-laica e arci-sinistra…

  1. Grazie Consigliere Asciuti, si grazie davvero perché c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di parlare pubblicamente e senza indugi… dell’importanza della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, soprattutto oggi…
    Prendo spunto perchè proprio in questo periodo sto cercando di approfondire la missione della “Milizia del Cuore Immacolato di Maria” fondata da Padre Massimiliano Kolbe. Vorrei tanto che tutti fossimo “contagiati” dal desidero di comprendere questo grande Dono che abbiamo ricevuto da Gesù: Maria

  2. È indispensabile la preghiera il digiuno Ela consacrazione alla Vergine Maria che stata anche proposta sabato 12.9 e19.9 in tutti i santuari mariani dell’Italia e del mondo..impegniamoci a pregare con tutta la fede e il cuore, non solo con le parole

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