Quelli della compagnia dell’involtino i nuovi talebani del virus di Wuhan


Quelli della compagnia dell’involtino, dell’aperitivo e degli abbracci ai cinesi, quando sarebbe servito un razionale rigore soprattutto per proteggere malati e anziani, sono diventati i veri talebani del virus di Wuhan.

Sembra ieri che davano del razzista e del catastrofista a chi indicava l’incombente pericolo. Al solito guardavano il dito che indicava la luna, devono avere un talento naturale nello sbagliare i tempi e nell’ignorare i fatti impegnati ad accarezzare sentimenti e a far gonfiare il proprio conto in banca.

Ora farebbero quasi tenerezza nel vederli aggrappati al pilotato numero contagi e nel confondere i “positivi” con i malati se non fosse che la fame e la depressione uccidono e uccideranno di più del virus di Wuhan ultimo e purtroppo straordinario rifugio di una ideologia fallita.

E aspettate gli effetti devastanti sul fisico e la psiche dei bambini, che non rischiano nulla, che andrebbero liberati mentre si proteggono i nonni.

La cura doveva essere peggiore del male.  E così è stato.

 

 

Lorenzo Capellini Mion

 


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