Molti ecclesiastici non portano alcun segno della loro consacrazione a Dio, dando scandalo


La carità è il principio supremo del cristiano. Anche la conoscenza e la libertà di spirito devono essere retti dall’amore.

Non ha vera conoscenza di Dio se non chi lo ama ed è da lui riamato; non ha carità verso il prossimo chi scandalizza la coscienza di un debole, “un fratello per il quale Cristo è morto!” (1Cor 8,11).

Oggi ci sono molti ecclesiastici e religiosi che non portano alcun segno della loro consacrazione a Dio, dando scandalo; sacerdoti che non danno l’Ostia ad un fedele che si mette in ginocchio per riceverla in bocca e così lo uccidono spiritualmente.

Ci sono vescovi che fanno i salamelecchi a tutte le feste dei musulmani e che proibiscono di fare gesti di riparazione per i gay-pride nelle città.

Ci sono molti monsignori tra i “fratelli” massoni; alti prelati che fanno il baciamano ai potenti di Sion.

Vogliono porti aperti a tutti i migranti e non degnano d’uno sguardo i milioni di fratelli che hanno perso la fede e il lavoro.

Solo chi ascolta e ama Gesù ne possiede lo spirito e dilata le dimensioni del cuore, riempendolo di amore e misericordia verso tutti: ami ci e nemici, buoni e cattivi, a somiglianza del Padre dei cieli, che è buono con tutti.

“Non giudicate!… Non condannate!… Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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