Anche il Bahrain, grazie a Trump, normalizzerà le relazioni con Israele


In una data estremamente simbolica (l’11 settembre) anche il Bahrain, seguendo le orme degli Emirati Arabi Uniti, ha siglato uno storico accordo di normalizzazione delle relazioni con Israele.

Un altro, fino a poco fa un’inimmaginabile, enorme passo che allenta le tensioni in Medio Oriente.

Altri ne seguiranno. A proposito è arrivata una seconda candidatura al Nobel per la Pace per il presidente Donald J. Trump, stavolta in relazione al lavoro diplomatico con Serbia e Kosovo. Non basteranno i sali in certe redazioni…

A due giorni di distanza dell’attacco alle Torri Gemelle Donald J. Trump si recò a Ground Zero per rendersi conto di persona della situazione, per rendere omaggio alle vittime e per ringraziare gli eroici poliziotti, vigili del fuoco e tutti i first responders impegnati nel salvare vite in una drammatica lotta contro il tempo.

Forse non tutti sanno che inviò e pagò personalmente centinaia di valorosi uomini esperti di costruzioni che si unirono alle squadre di soccorso. Non so quanti altri miliardari delle élite sociopatiche che al sentire il suo nome arricciano il naso possano dire di aver fatto altrettanto.

Ma fu uno straordinario esempio, tra gli altri, di come il peggiore attacco terroristico che avesse mai colpito l’America infine trasse il meglio degli americani di ogni razza, colore ed estrazione sociale.

E ai miei occhi allora si rivelò al mondo il leader di cui dopo pochi anni avrebbe avuto disperatamente bisogno.

L’uomo che si spese in prima persona, che chiedeva i responsabili pagassero e che non aveva certo paura della verità per quanto brutale essa sia.

L’uomo che ascolta tutti ma che quando sa di avere ragione non tratta.

Lo stesso uomo che come promesso sta ponendo fine all’era delle guerre infinite, che spesso non avevano altro scopo se non quello di arricchire i signori della guerra ad ogni latitudine.

Anche per questo è diventato il nemico pubblico numero uno per la classe politica permanente.

L’uomo che anche se ha tutti contro resta in piedi per il bene della sua Nazione, perché non una sola goccia di sangue dei patrioti sia stata sprecata.

 

Lorenzo Capellini Mion

 


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