In memoria di Mario Messinis, un maestro che ha fatto della musica il “filo rosso” di una vita


L’8 settembre, nel giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia la natività della Beata Vergine Maria, è salito al cielo Mario Messinis all’età di 88 anni (1932-2020). Musicologo veneziano di fama mondiale e di grande spessore artistico, docente, esperto conoscitore della musica di ogni tempo, amante del repertorio contemporaneo, raffinatissimo critico, organizzatore di eventi e rassegne, autore di scritti, direttore della Biennale Musica di Venezia e direttore artistico delle orchestre della Rai di Torino e di Milano, sovrintendente del Teatro La Fenice. Tutto questo e ancor di più è stato Mario Messinis, il cui contributo alla musica resterà nella storia. Pur mantenendo un metodo critico di analisi e di studio, era proiettato sempre verso nuovi orizzonti della conoscenza nella sua poliedricità.  

In qualità di Presidente del premio Una vita nella musica si è impegnato per il riconoscimento dei più grandi talenti del panorama musicale internazionale e nella valorizzazione di eccellenti giovani musicisti premiati nella sezione giovani.

La musica può rappresentare, come nel caso di Mario Messinis, il filo rosso che lega tutte le vicende di una vita, quando favorisce le buone relazioni interpersonali, creando motivi di scambio, di arricchimento, di confronto reciproco. È del resto nelle relazioni tra gli uomini che si fa presente l’azione di Dio del quale la musica è immenso dono. La musica è segno visibile dell’amore del Creatore per l’uomo a patto che non diventi autocelebrazione, ma ricerca autentica della Verità e riflesso della vera bellezza.

Proporre in questa occasione l’accostamento tra un genio intellettuale qual è stato Mario Messinis e un colosso della fede come Benedetto XVI non dovrebbe stupire. Nel suo Incontro con agli artisti, tenutosi il 21 novembre 2009 nella Cappella Sistina, Papa Ratzinger affermò rivolgendosi agli artisti: «Voi siete custodi della bellezza; voi avete grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell’umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di suscitare sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e dell’impegno umano. Siate perciò grati dei doni ricevuti e pienamente consapevoli della grande responsabilità di comunicare la bellezza, di far comunicare nella bellezza e attraverso la bellezza! Siate anche voi, attraverso la vostra arte, annunciatori e testimoni di speranza per l’umanità. […] La fede non toglie nulla al vostro genio, alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre».

Con la speranza nel cuore che, in quanto persona che tanto ha dato alla musica per il bene comune, Mario Messinis possa essere tornato al Padre portato per mano dalla Vergine Maria per cantare in eterno al cospetto di Dio insieme al coro degli angeli.

 

Maria Luisa Donatiello

 


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