“La verità può essere ed è il fondamento incrollabile della felicità”


Massimiliano pensa in grande. E’uomo interiore, padre spirituale, organizzatore, mistico; stabilisce rapporti profondi con i suoi interlocutori, cerca pecorelle smarrite nei suoi viaggi in treno ma è anche comunicatore di massa. 

Un missionario della penna non calcola i propri risultati dal numero dei certificati di battesimo stampati, ma è un educatore delle masse, forma l’opinione pubblica, attenua l’avversione nei confronti del cattolicesimo, chiarisce e lentamente rimuove dalle menti prevenzioni e obiezioni inveterate, predispone ad un graduale lealtà nei confronti della Chiesa e col tempo, più o meno lungo ad una certa simpatia, alla fiducia, infine al desiderio di conoscere più a fondo la religione. E’ una strada lunga, tuttavia un missionario di questo tipo vi conduce non già le singole persone soltanto, ma le masse” (SK 1193).

Cosciente dell’importanza decisiva della battaglia culturale, e del ruolo centrale che i laici devono svolgervi, egli vuole “che i fedeli cavalieri dell’Immacolata si trovino dappertutto, ma specialmente nei posti più importanti, come: 1) l’educazione della gioventù (professori di istituti scientifici, maestri, società sportive); 2) la direzione dell’opinione delle masse (riviste, quotidiani, la loro redazione e diffusione, biblioteche pubbliche e circolanti, conferenze, proiezioni cinematografiche etc.); 3) le belle arti (scultura, pittura, musica,teatro); e infine 4) i nostri militi dell’Immacolata divengano in ogni campo i primi pionieri e le guide nella scienza (scienze naturali, storia, letteratura, medicina, diritto, scienze esatte, etc). Sotto il nostro influsso e sotto la protezione dell’Immacolata sorgano e si sviluppino i complessi industriali, commerciali, le banche ecc.. In una parola la MI impregni tutto e in uno spirito sano guarisca, rafforzi e sviluppi (ogni cosa) alla maggior gloria di Dio per mezzo dell’Immacolata e per il bene dell’umanità” (SK 92).

 A Niepokalanow esisteva già la redazione della stazione radio e si pensava a creare una “televisione radiofonica”, per quanto tal strumento fosse ancora a livello sperimentalesi portano i binari della ferrovia, alcuni frati prendono il brevetto di pilota … e se fosse vissuto nel nostro tempo, quello di internet, cosa non avrebbe usato ed osato il “folle dell’Immacolata” per amore della sua Signora?

Tutto ciò non serve però a conquistare potere, né ad ottenere effimere simpatie o facile popolarità o la benevolenza avversaria. Serve invece a raggiungere ogni uomo dandogli ciò che cerca realmente e profondamente, ovvero i valori veri della vita.

Così scrive il Santo nel suo ultimo articolo nel 1940:  “Una felicità che non viene edificata sulla verità non può essere duratura, come del resto la stessa menzogna. Unicamente la verità può essere ed è il fondamento incrollabile della felicità, sia per le singole persone sia per l’umanità intera”(SK 1246).

Quanto sarebbe bello allora che ogni gruppo della Milizia dell’Immacolata, ogni gruppo di fedeli in genere, diventasse un’autentica Niepokalanow, con tanti fratelli che condividono una assidua e fervente preghiera, una costante e profonda formazione, che si amano e operano nell’apostolato!

Quanto sarebbe giusto che questi fratelli, dopo aver vissuto momenti di grande intimità spirituale, fra loro e con l’Immacolata, dopo avere analizzato il mondo che li circonda, sciamino al di fuori, cercando cuori da conquistare e insidie nemiche da annullare!

E poi, per evitare la tentazione dell’attivismo, ritornino nel gruppo e nell’associazione come Massimiliano prescrive ai suoi.

“Perciò, dopo aver compiuto un’uscita fuori del sacro recinto di Niepokalanów, saranno attratti da esso come il ferro è attratto dalla calamita, e dopo il termine del lavoro vi troveranno rifugio per purificarsi della polvere del mondo, medicare le graffiature contratte tra le spine e “in un luogo appartato” [Lc 9, 10] attingere nuovamente lo spirito e le energie per successive sortite. Inoltre, i fratelli sciameranno ovunque con le stampe e le medagliette secondo le necessità delle particolari regioni della nazione, ma sempre con il pensiero rivolto a Niepokalanów, dove bruceranno con gioia, nell’umile obbedienza, mediante il fuoco dell’amore, le piccole macchie contratte durante il viaggio”(SK 382). Un autentico Tabor in cui rigenerarsi e da cui ripartire!

Questo è il prodotto finale della spiritualità kolbiana ed è molto più di un generico essere cristiani o mariani.

Le ragioni sono fondate su quanto Massimiliano ha detto, scritto e vissuto. Il successo di ogni opera suscitata dallo Spirito Santo, dipende dalla fedeltà al suo carisma.

San Giovanni Paolo II, compatriota di Massimiliano, eletto papa nell’anniversario della fondazione della M.I. (16.10.1978), richiama con forza a questo dovere di fedeltà: “Siate forti nella fede e vivete con entusiasmo gli impegni della Milizia dell’Immacolata, a cui appartenete, seguendo l’insegnamento e gli esempi di Padre Massimiliano Kolbe. “Soffrire, lavorare, amare e gioire”: questo fu il suo programma ed è la sintesi della sua vita. Sia così anche per voi, con l’aiuto della Vergine santissima. E vi accompagni sempre la mia benedizione, che con grande affetto imparto a voi e a tutti gli iscritti alla vostra Milizia” (discorso ai membri della M.Idel 18.10.1981).

 

DIEGO TORRE

 


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SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE E LA MILIZIA DELL’IMMACOLATA

Uno dei più grandi martiri dei tempi moderni è San Massimiliano Maria Kolbe, il fondatore della Milizia dell’Immacolata: un’associazione mariana della Chiesa militante per combattere gli errori e l’oscurità dell’ignoranza diffusa in un mondo sempre più tenebroso, di cui il Santo ha avuto fin dall’inizio una visione chiarissima, addirittura precorrendo i tempi.
Dei suoi innumerevoli scritti dedicati all’Immacolata ci possiamo fare un’idea, leggendo il libretto “Pensieri su Maria” (Libreria Editrice Vaticana), in cui si trova, tra l’altro, questo bellissimo e illuminante pensiero:
“La potenza dell’Immacolata è la potenza di Dio senza alcuna limitazione poiché Ella è senza macchia, e la sua potenza si estende su tutto, come la bontà è la potenza di Dio. Potente, è, dunque, la preghiera, anzi illimitatamente potente allorché si rivolge all’Immacolata, la quale, appunto, perché Immacolata, è Regina onnipotente perfino sul Cuore di Dio” (inedito del 1940).
“L’odio non serve a niente, solo l’Amore crea”: disse San Massimiliano Maria Kolbe, poco prima di dare la sua vita per salvare un padre di famiglia, nel terribile campo di concentramento di Auschwitz, il 14 agosto 1941. La sua meravigliosa e coraggiosa testimonianza ci sia sempre di esempio in un’epoca, come la nostra, in cui essere veramente Cattolici rappresenta ogni giorno una sfida e una guerra spirituale senza tregua contro tutti coloro che vorrebbero oscurare la Vera Fede.

Paola Liberotti