Solo Cristo è la luce del mondo, ma troppi suoi ministri non lo conoscono


 “Guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1Cor 9,16), dice l’Apostolo, fiero di essere andato prima ai giudei e poi ai pagani, tra infinite tribolazioni e rifiuti, ad annunziare Cristo, la sua morte e risurrezione, il suo Vangelo, per “diventarne partecipe” (v. 23) e guadagnare anime a Cristo.

Si fece debole con i deboli per loro amore e servo di tutti per amore di Gesù, che inviò gli Apostoli a fare discepoli ed insegnare loro la sua dottrina, battezzarli e dare loro l’Eucaristia.

Nella Chiesa di oggi, da tempo prevale un’altra linea: non fare proseliti ma solo testimoniare, non battezzare ma lasciare ognuno nella sua fede, tanto tutte le fedi sono buone ed equivalenti e noi siamo tutti fratelli, figli della Madre Terra, una madre che tutti riconoscono e devono amare. Siamo tutti interconnessi e subiamo le vicende del pianeta, da cui viene la nostra vita. Se facciamo pace, avremo il benessere, dicono.

Ma com’è finito col Vangelo di Cristo?

Per far da guida, ci vuole buona conoscenza della strada e tanta luce. Stoltamente, tanti si guidano da sé e vanno a sbattere.

Solo Cristo è la luce del mondo; ma troppi suoi ministri non lo conoscono né hanno occhi limpidi, perché amano il mondo e vivono in peccato.

Come possono costoro insegnare la via di Dio che è giusto e santo?

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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