Non si può essere un giorno tutti di Dio e un altro amici di Satana


 La libertà di spirito e la buona intenzione hanno dei limiti, che nascono dalla fedeltà a Dio e dal dovere di non dare scandalo.

Se si pecca d’idolatria, d’impurità, di mormorazione, come gli ebrei nel deserto, si rischia di essere eliminati dal numero degli eletti.

“Non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni” (1Cor 10,21).

Non si può essere un giorno tutti di Dio e un altro amici di Satana.

Così fanno in tanti: oggi vanno in chiesa per la Messa e domani anche al comune per nozze adulterine; fanno digiuni e preghiere e poi non disdegnano le attrazioni pagane della spiaggia e dei villaggi turistici; dicono di credere in Dio, ma ammettono pillole abortive, contraccettivi e omosessualità.

Certe coppie sanno bene di vivere in peccato, eppure si accostano alla mensa del Signore e danno scandalo. Non il virus, ma il peccato è nemico di Dio e degli uomini!

Cristiani a parole ce ne sono tanti; di fatto vivono come se Dio non ci fosse. Costruiscono sulla sabbia e non sulla parola di Dio!

Non appena arrivano grandi prove (lutti, gravi malattie, fallimenti, pandemie, separazioni e rotture matrimoniali), il loro edificio spirituale crolla e perdono la fede. Allora si manifesta quello che c’era nel cuore.

 

Padre Giuseppe Tagliareni

 


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