Il mondo rifiuta la croce di Cristo: per questo va in perdizione


 

Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

Esaltazione della S. Croce

 

La festa è collegata al ritrovamento della croce di Gesù a Gerusalemme, sul Calvario, da parte di S. Elena, madre dell’imperatore Costantino.

Durante l’esodo dall’Egitto alla Terra promessa, gli ebrei si ribellarono in massa contro Mosè e contro Dio e volevano quasi tornare indietro. Dio mandò dei serpenti a morsicarli e molti morirono.

Dietro loro supplica, Mosè fece per ordine di Dio un serpente di bronzo e lo pose su un’asta, formando una T, simbolo della croce di Cristo.

Chiunque guardava quel segno, anche se morsicato restava in vita. Gesù stesso ne dà l’interpretazione a Nicodemo. Egli ci ha redenti, immolandosi sul legno della croce, trasformato in albero di vita.

Chi crede in lui, sarà salvato, come fu per il “buon ladrone”, crocifisso anche lui vicino a Gesù. Tutti in verità subiamo i morsi del serpente infernale e ci ribelliamo a Dio. Dobbiamo imparare a guardare con vera fede e amore il Crocifisso.

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

Dicono che è il più bel versetto della Bibbia, perché riassume tutta la storia della salvezza. Il mondo rifiuta la croce di Cristo: per questo va in perdizione. Vero cristiano è solo chi accetta la sua croce.

 


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