Molti sono all’oscuro dei risvolti dittatoriali della proposta di legge sull’omotransfobia

Di Andrea Marconi

Avere il coraggio di dire la Verità, di non accettare diktat ideologici e indottrinamenti imposti da leggi tiranniche ed arbitrarie. Ecco, in poche parole, il senso della conferenza “DDL Zan: omofobi per legge”, che si è tenuta a Brescia il 10 settembre scorso presso la sala dell’auditorium Capretti e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. La conferenza, organizzata dalla sezione di Fratelli d’Italia (FdI) e di Gioventù Nazionale di Brescia, si è svolta con l’intento di illustrare da angolature e punti di vista diversi il DDL Zan-Scalfarotto in modo da informare i cittadini che sono all’oscuro della maggior parte dei risvolti dittatoriali di questa proposta di legge. 

Ad aprire l’incontro è stato Mario Fortunato, Responsabile del Dipartimento Vita e Famiglia di FdI Brescia, alla cui introduzione sono seguiti due interventi video della Senatrice Isabella Rauti Responsabile Nazionale del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili del partito di Giorgia Meloni e del Senatore e Sindaco di Orzinuovi, in provincia di Brescia, Gianpietro Maffoni. 

Dopo i consueti ringraziamenti agli organizzatori e ai giovani che hanno reso possibile questa serata, l’on. Maffoni e l’on. Rauti hanno fatto il punto della situazione, sottolineando gli aspetti illegittimi e arbitrari della proposta di legge in questione. È seguito poi l’intervento del Vicedirettore del quotidiano La Verità Francesco Borgonovo che, presentando il suo ultimo libro “La malattia del mondo”, ha parlato dell’errore di abbandonare nel discorso politico e giuridico il concetto di limite o confine. Quegli stessi limiti che il DDL Zan vorrebbe non solo scavalcare ma completamente distruggere, ha aggiunto il giornalista, proibendo l’affermazione della più semplice verità. Questa proposta si configura infatti come una legge-bavaglio, la cui funzione sarà quella di proibire affermazioni normali come quella che “solo da un uomo e da una donna può nascere la vita” oppure che “ogni bambino ha bisogno di una mamma e di un papà”. Il tutto in favore dell’ideologia gender che nega queste semplici verità. 

Dopo Borgonovo ha preso la parola l’avvocato Piercarlo Peroni che ha dimostrato non solo l’inutilità di una proposta di legge come la Zan-Scalfarotto, nonché la sua arbitrarietà, ma la sua completa illegalità, visto che rischia di creare una classe di cittadini superiore e intoccabile: gli omosessuali. I diversi esempi portati dall’avvocato hanno infatti illuminato i presenti sulle conseguenze legali e penali cui andrà incontro chi affermerà Verità sacrosante come quelle sopraccitate.

È stata quindi la volta del prof. Massimo Gandolfini, Presidente dell’Associazione Family Day, il quale ha ricordato anzitutto l’assurdità dell’ideologia gender che è alla base della promozione di questa legge. Un’ideologia deviata e assolutizzante, combattuta dalle stesse femministe che si sono schierate contro lo stesso DDL Zan. Fatti di cronaca alla mano, il presidente del Family Day ha dimostrato l’assurdità delle posizioni assunte da chi sostiene l’ideologia dell’indifferenziazione sessuale, le stesse persone che vogliono imporci una legge ingiusta.

A chiudere la serata, moderata da Mario Fortunato, è stato il Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Brescia Paolo Inselvini, organizzatore, insieme a Fortunato, dell’intera conferenza. Il discorso di chiusura si è concentrato sulle distorsioni della società di oggi, spesso perversa e smarrita che permette l’aborto, legalizza il consumo di droga ed ora vuole imporci una legge ideologica e tirannica. In chiusura Inselvini ha affermato con forza la necessità di reintrodurre non solo in politica, ma anche nella vita di tutti i giorni, gli eterni Valori di Dio e della Tradizione. Poiché senza di questi l’umanità stessa è smarrita e perde facilmente la rotta inoltrandosi su cammini deviati e malvagi come quelli dell’ideologia gender. 

La conferenza si è così conclusa con un semplice appello: informarsi. Cercare di accedere a fonti d’informazione alternative, parlare, divulgare la Verità, far conoscere a tutte le persone, amici e famigliari, la realtà che sta dietro a questo DDL che vuole sopprimere non solo la nostra libertà, ma la natura stessa piegandola alle mire dell’ideologia gender.

 

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