Molti più che la volontà di Cristo cercano la parità dei ruoli


 

Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

Ci sono molti battezzati che non credono nella risurrezione di Cristo, prendendo così per falsi testimoni gli Apostoli e tutti coloro che lo videro vivo dopo la sua morte di croce.

“Ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati” (1Cor 15,17), dice S. Paolo ai cristiani di Corinto. “Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (v. 20).

La sua risurrezione dimostra la nostra redenzione: verità che Satana vuole nascondere, per legarci al mondo e ai suoi peccati.

La risurrezione annunzia la vita nuova ed eterna che Dio vuole donarci, per i meriti di suo figlio.

Nessun altro è risorto: né Budda, né Confucio, né Lao Tse né Zaratustra, né Maometto, né Sai Baba: tutti sono morti e sepolti, come del resto tutti gli uomini.

Solo Gesù è risorto; vivo Egli guida i credenti al Regno dei cieli. Noi non abbiamo speranza in Cristo solo per la vita terrena, ma per quella eterna. Per questo non abbiamo paura di morire.

Al seguito di Gesù ci furono gli Apostoli e i discepoli da lui chiamati. Poi “alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità… che li servivano con i loro beni” (Lc 8,2.3). No donne-prete dunque, tanto meno donne-vescovo!

Grazie all’ecumenismo, la confusione oggi è grande tra i credenti: più che la volontà di Cristo cercano la parità dei ruoli.


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