Ancora una volta Avvenire cade rovinosamente: giornale diventato “discepolo” e “megafono” del mondo


Di Don Antonello Iapicca*

 

Ancora una volta Avvenire cade rovinosamente, stavolta su un argomento che è gravissima e atroce realtà.

Un articolo inquietante che fa il verso al mondo sperando di sembrargli figo, dialogante, attento ai messaggi che esso offre.

E così l’articolo diventa una marmellata acida di equivoci e sofismi, dei quali purtroppo sappiamo esserne maestro il grande seduttore di tutta la terra.

Menzogne e immagini improponibili incartate nella falsa luce mondana, quella che da sempre, vorrebbe far apparire come buono ciò che è intrinsecamente malvagio.

Nella lettura che Avvenire fa della serie Netflix si vorrebbe far passare per educativo ciò che non lo è, per nulla. È come se per educare a non guardare pornografia dovremmo far vedere tutti i film di Cicciolina.

O se per educare a una sana sessualità che è solo matrimoniale bisognerebbe far avere rapporti prematrimoniali ai fidanzati.

O per educare al matrimonio far fare una convivenza previa.

Oppure per educare a non drogarsi, far provare ai giovani erba, pasticche e cocaina. Tutta roba dura per carità, ma “educativa”.

Insomma, le cosiddette “esperienze”, di sessantottina e libertaria memoria. Che è esattamente la radice del peccato originale.

Che c’è, e di cui portiamo le ferite, ma che non può divenire esso stesso strumento di educazione, come apparirebbe nella serie secondo la lettura di Avvenire. Purtroppo, a forza di guardare, ascoltare e dialogare con il mondo e il suo principe spesso nascosto, si finisce, speriamo inconsapevolmente, per diventarne discepoli e megafoni.

Spero che qualcuno nella Cei se ne avveda, è grave la china presa dal giornale, anche perché si finisce con il far passare articoli come questi (tra l’altro in diretta polemica con i tanti che hanno contestato la serie) come la sintesi del pensiero della Chiesa. Per non cadere in tentazione, leggiamo le uniche Parole di Verità su questa serie televisiva come su tantissima altra produzione avvelenata. Sono le Parole di Dio ispirate a San Paolo nella sua Lettera agli Efesini, cioè oggi a noi. Forse dimenticate perché così poco “educativamente corrette “. Eppure queste sì che sono dure davvero, e per questo veritiere ed educative;

“Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – che è roba da idolàtri – avrà parte al regno di Cristo e di Dio.

Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l’ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto:

«Svègliati, o tu che dormi,
déstati dai morti
e Cristo ti illuminerà».
Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi” (Ef 5, 3-16).

* Tratto dal profilo Facebook del missionario


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